Quella bevanda blu non è vino

Il Gik, prodotto da una startup spagnola, dovrà d’ora in poi essere riclassificato nella categoria “altre bevande alcoliche”, ma il produttore non ci sta e lancia una petizione su Change.org

Nel 2016 una start-up spagnola aveva cominciato a produrre e mettere in commercio una bevanda color indaco, a base di vino, chiamata Gik.

Il prodotto era stato definito “veramente innovativo” dai suoi creatori, novelli vinificatori, e ne avevano parlato con curiosità le testate di settore di tutto il mondo (noi l’avevamo fatto qui). Poco  dopo il suo lancio sul mercato tuttavia, le autorità spagnole hanno vietato all’azienda produttrice di etichettare il prodotto quale vino, poiché la normativa europea non comprende la categoria “vino blu” tra quelle ammesse.

Tornando nei giorni scorsi sull’argomento, The Drinks Business racconta che in seguito al divieto l’azienda ha dovuto temporaneamente sospendere la produzione; d’ora in poi inoltre “vino indaco” potrà essere commercializzato solo dopo essere stato riclassificato nella categoria “altre bevande alcoliche”, senza dunque riportare la parola “vino” in etichetta.

Convinti che il provvedimento di divieto sia assurdo, e che sia stato promosso dalle lobby spagnole del vino in combutta con le autorità, i produttori del Gik hanno allora deciso di perorare la loro causa attraverso una petizione sul sito Change.org.

A cinque mesi dalla sua pubblicazione, la petizione “Help us create our own category #FreedomOfColor” non ha tuttavia avuto grande successo: i firmatari sono a oggi solo 41. Ciò suggerisce che, probabilmente, non vi è oggi tra i consumatori la necessità di bere un vino, o meglio una bevanda a base di vino, di colore diverso da quello consueto…

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: Change.org, curiosità, Gik, indaco e The Drinks Business. Area Geografica: Spagna. Categorie News Corriere: Denominazioni, Marketing e Mercati.

Related posts

Commenta questo articolo

Commenta questo articolo con Facebook

Top