Settore BWS sempre più interessato alla canapa

Si moltiplicano ricerche, joint venture e brevetti per la produzione di bevande a base di marijuana. Target di riferimento i consumatori più giovani

 L’uso della canapa e dei suoi diversi derivati per la produzione di bevande è sempre di più spesso oggetto delle ricerche o delle strategie – industriali e di marketing – delle aziende produttrici di bevande, soprattutto in America settentrionale.

A ciò contribuiscono da una parte le aperture legislative al consumo di marijuana anche per uso ricreativo in diversi paesi, dall’altra la necessità da parte dei produttori di accaparrarsi fette di mercato, in un momento di frammentazione dei consumi. Il target di riferimento per questo nuovo prodotti sembrano, infatti, essere soprattutto i giovani, consumatori sempre alla ricerca di nuove possibilità e restii ad abbracciare una sola tipologia di prodotto.

Un produttore di Sonoma, ad esempio, ha realizzato e metterà a breve in commercio, il Weed Wine, un “vino” dealcolizzato ma contenete il principio attivo dalla marijuana (ne avevamo parlato qui; le leggi della California non consentono la compresenza di alcol e THC).

Il settore più in fermento a questo proposito è però quello della birra, nel solco della produzione artigianale, fenomeno che è stato dirompente negli ultimi anni e che cerca ora nuova forza (e consumatori) nella cannabis.

E’ notizia recente (ne ha parlato anche Beverage Daily) la nascita di una “joint” venture alla marijuana (si perdoni il gioco di parole), la CLV Frontier Brands, formata da LGC Capital, Creso Pharma e Baltic Beer Company. Nei progetti di CLV vi è la creazione di una completa linea di bevande, alcoliche e non alcoliche, prodotte utilizzando vari derivati dalla cannabis, tra cui i semi e i composti aromatici. Già nei prossimi mesi (probabilmente tra giugno e luglio) dovrebbe essere messa in commercio la prima birra prodotta dalla società. Come si legge in un comunicato stampa di LGC Company, diffuso lo scorso 11 gennaio, il gruppo sta lavorando allo sviluppo di quattro birre premium contenenti terpeni derivanti dalla canapa; grazie a questi composti aromatici la birra avrà sapore e aroma di cannabis, senza però contenere THC, CBD o altri cannabinoidi. A questo scopo è in progetto la costruzione di un impianto pilota di produzione a Tallinn, in Estonia. CLV Frontier Brands avrebbe inoltre già identificato potenziali partner per la distribuzione dei suoi prodotti in Europa, Estremo Oriente, America centrale e Latina, Canada, Africa, Australia e Nuova Zelanda.

Nel frattempo a luglio 2017, ne ha parlato The Drinks Business, la società canadese Province Brands ha depositato un brevetto per la produzione di birra dalla canapa, con un procedimento che vede completamente sostituiti i cereali generalmente utilizzati, aprendosi così anche al mercato del senza glutine.

Ricordiamo poi che Constellation Brands, lo scorso ottobre, ha acquisito una quota del 10% della società canadese Canopy Growth Corp, con un investimento di oltre 140 milioni di dollari, tuttavia nei piani del gigante del beverage non ci sarebbe birra alla canapa ma altre bevande analcoliche a base di caffè o di frutta.

 

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: birra, canapa, cannabis, joint venture e marijuana. Area Geografica: Canada, Estonia, Mondo, Nord America, Unione europea e USA. Categorie News Corriere: Consumi, Marketing e Mercati.

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