Private label, non conta più solo il prezzo

Prodotti a marchio dei supermercati sempre più popolari in Usa, dove 60% dei Milllennials li considera una valida alternativa quando deve acquistare prodotti di beverage

Le vendite di prodotti a marchio del rivenditore sono certamente incrementate nell’ultimo decennio nel commercio al dettaglio statunitense. Nate soprattutto per offrire alternative più economiche ai prodotti “di marca”, si sono evolute nell’ultimo decennio (nel periodo post crisi, insomma) per diventare una vera e propria arma per la competizione tra supermercati. L’argomento è stato recentemente trattato a più riprese da eMarketer Retail, che ha raccolto diversi dei seguenti dati.

Principali leve d’acquisto dei prodotti a private label sono oggi negli Stati Uniti sia prezzo, per il 56% degli acquirenti, che la qualità percepita, per 43% di coloro che scelgono questi prodotti, dati questi e i seguenti di Kantar Consulting; più in generale ben 85% dei consumatori statunitensi compra oggi prodotti a marchio del supermercato. Sempre secondo l’analisi di Kantar, il 66% dei consumatori americani che sceglie un tale supermercato, suppone che questo abbia dei buoni prodotti a private label.

La relazione tra scelta del supermercato e private label è stata messa in evidenza anche dal sondaggio The Branding of Private Labeldi Cadent Consulting Group, i cui risultati indicano che più della metà dei Millennials americani (il 54%) è influenzata nella scelta del supermercato di fiducia proprio dai prodotti a marchio del rivenditore, mentre il 60% degli intervistati sostiene che i prodotti a marchio del supermercato preferito siano migliori rispetto a quelli proposti da altri esercizi commerciali. Almeno la metà dei consumatori americani della Generazione Y – quella appunto dei Millennials – è interessata all’acquisto di prodotti a private label, e il 48% dichiara che ne acquisterà nel prossimo anno. Tra questi prodotti, quelli maggiormente presi in considerazione dai consumatori di questa fascia d’età sono i medicinali generici (74%), la carta igienica e quella da cucina (72%), gli alimentari a lunga conservazione (72%) e i surgelati (71%). I prodotti di beverage a private label sono invece considerati una valida alternativa dal 60% dei Milllennials statunitensi.

Secondo quanto riscontrato da IRI in un recente sondaggio di mercato, inoltre, il ricorso ai prodotti a marchio del distributore è in crescita anche tra i consumatori di reddito medio alto. Tra gli intervistati da IRI, il 52% dei consumatori con reddito familiare superiore a 100.000 dollari ha in programma di acquistare prodotti a private label nei sei mesi successivi all’intervista, percentuale che sale al 62% per i consumatori con reddito tra i 55.000 e i 99.000 dollari. Quote certamente inferiori a quelle rilevate tra i meno abbienti (76% di coloro che hanno reddito inferiore a 35.000 dollari) e più in generale tra i Millennias (74%), ma certo superiori a quelle riscontrate nel passato.

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: Cadent Consulting Group, eMarketer, iri, Kantar Consulting e private label. Area Geografica: USA. Categorie News Corriere: Marketing e Mercati.

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