La catena agroalimentare UE in prima linea per una Brexit “ordinata”

Scongiurando il no-deal scenario, Copa-Cogeca, CELCAA e FoodDrinkEurope hanno consegnato a Bruxelles una richiesta congiunta perché vi sia – in ogni caso - in un periodo di transizione dopo il 29 marzo

Il comparto agroalimentare dell’Unione Europea, nella rappresentanza offerta da Copa-CogecaCELCAA e FoodDrinkEurope, ha incontrato lo scorso 4 febbraio a Bruxelles Michel Barnier, capo negoziatore dell’UE sul processo della Brexit. In seguito a questa riunione, il 6 febbraio, le stesse tre importanti organizzazioni europee hanno firmato congiuntamente un documento, indirizzato allo stesso capo della Task Force on Article 50, in cui si rinnova la richiesta per una Brexit “ordinata” e che preveda un periodo di transizione quale unica via percorribile, per evitare che l’uscita del Regno Unito abbia un impatto enorme sulla catena agroalimentare (il documento, in lingua inglese, è disponibile qui).

Allo stesso tempo, e scongiurando ancora l’ipotesi del no-deal scenario, le tre voci sopracitate hanno esortato le istituzioni europee a considerare misure di emergenza specifiche per il settore agroalimentare, a valutare la possibilità di adattare i mercati agricoli, e a programmare politiche di supporto e fondi di emergenza Brexit, così che si possa affrontare rapidamente ogni possibile imprevisto.

Alla missiva è stato allegato un documento con alcuni suggerimenti sulle necessarie misure di emergenza da adottare, in merito a frontiere, etichette, sicurezza alimentar, trasporti e protezione delle denominazioni di origine.

Nel 2017- si legge nel documento – le esportazioni dell’UE27 di prodotti agroalimentari verso il Regno Unito hanno totalizzato il valore di 41 miliardi di euro, mentre le esportazioni del Regno Unito verso l’UE a 27 hanno raggiunto i 17 miliardi di euro.

FEB

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