Cresce la “brand health” del vino australiano tra i consumatori internazionali

Netto guadagno in otto anni nella percezione di qualità e di qualità-prezzo secondo un’analisi condotta da Wine Intelligence per Wine Australia, meno incisiva invece l’associazione a tradizione e lusso

A partire dal 2010, Wine Intelligence ha raccolto, per conto di Wine Australia, dati sul successo del vino australiano (brand health) tra i consumatori internazionali, in rapporto al vino di altra provenienza.

L’ultima analisi in proposito è stata condotta lo scorso mese di marzo, coinvolgendo bevitori di vino di Canada, Cina (continentale e Hong Kong), Regno Unito, Stati Uniti d’America, Singapore, Giappone, Sud Corea e naturalmente Australia. I risultati suggeriscono un netto miglioramento della percezione della qualità e del rapporto qualità prezzo per il vino australiano negli ultimi otto anni.

In merito alla qualità ad esempio tra i consumatori statunitensi intervistati il vino australiano ha totalizzato 8,14 punti su una scala di 10, quando nel 2010 aveva ottenuto un risultato di 7,82 punti; nota Wine Australia  che negli Stati Uniti ci sono più bevitori di vino australiano (18,5 milioni) che in Australia (8,7 milioni di persone). Il risultato per il Canada è invece di 8,24 punti su 10, quando nel 2010 era stato di 8,08. La maggiore percezione di qualità è stata però dichiarata dai consumatori cinesi; qui il vino australiano ottiene 8.32 punti su 10, erano 7,69 nel 2010.

fonte Wine Intelligence - Wine Australia

fonte Wine Intelligence – Wine Australia

Anche il rapporto qualità prezzo e la facilità di abbinamento al cibo sono significative associazione che i consumatori internazionali fanno pensando al vino australiano. In tutti i mercati esaminati, la qualità prezzo è stata maggiormente associata ai vini australiani rispetto al fatto che gli stessi siano vini di lunga tradizione, di lusso o adatti per occasioni speciali.

In merito alla propensione a offrire vino made in Australia, sono stati (naturalmente) i consumatori australiani quelli che si sono dichiarati più orgogliosi di servirlo (91%), seguiti da quelli cinesi (81%) e dai bevitori di Singapore (74%), mentre minor risultato in questi termini è stato riscontrato tra i consumatori di Hong Kong (45%) e Corea del sud (51%).

Infine, il vino australiano è stato associato a una produzione sostenibile soprattutto dai consumatori di Cina (86%), Corea del Sud (72%) e Singapore (65%).

FEB

 

Related posts

Commenta questo articolo

Commenta questo articolo con Facebook

Top