California: vino e marijuana si contendono la manodopera

Per i viticoltori di Sonoma e Mendocino è sempre più difficile trovare stagionali per le operazioni di vendemmia: il lavoro nelle piantagioni di cannabis è più semplice e meglio pagato

Trovare manodopera per la vendemmia sembra essere diventato un problema in alcune regioni vitivinicole della California, a causa  della possibilità per gli stagionali di meglio impiegarsi nelle coltivazioni di marijuana.

La contesa della forza lavoro tra viticoltori e coltivatori di cannabis si aggiunge dunque nella regione a quella per l’acqua da irrigazione, come racconta Wines&Vines, che ha recentemente raccolto le preoccupazioni in proposito di alcuni produttori di vino di Sonoma e di Mendocino.

Il problema deriva soprattutto nel fatto che il lavoro nelle coltivazioni di marijuana e nei laboratori a queste legati è meglio pagato di quello in vigna, è meno faticoso e si concentra, oltretutto, in periodi chiave come quello del raccolto dell’uva.

Nel lungo periodo questa situazione si sta ripercuotendo sulle scelte operative delle società vitivinicole, portate sempre di più a scegliere la via della meccanizzazione e quella dell’abbandono della manodopera stagionale, in favore dell’assunzione di squadre di lavoro a tempo pieno, con conseguenze diverse nella produzione e nella gestione degli investimenti.

Lo scoro 8 novembre in California è stata approvata, attraverso un referendum, la Proposition 64, che trasformata in legge consente oggi il consumo di marijuana a scopo ricreativo. Ciò potrebbe avere qualche conseguenza anche sulla questione della manodopera, incrementandone la richiesta, ovvero, come suggerisce qualcuno, spostando il grosso dell’industria legata alla produzione di cannabis dalle campagne alle città, liberando così la forza lavoro stagionale.

 

FEB

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