Viticoltura biologica e biodinamica generano maggiore biodiversità nel suolo

Secondo una ricerca pubblicata dall’American Society for Enology and Viticulture, tra i fattori della maggiore attività biologica nel terreno ci sono l’uso di specifiche culture intercalari, l’apporto di compost e il non ricorso a erbicidi

Sull’American Journal of Enology and Viticolture, rivista dell’American Society for Enology and Viticulture (ASEV) sono stati recentemente pubblicati i risultati di una ricerca volta a esaminare i diversi effetti della viticoltura tradizionale da un lato e delle viticolture biologiche e biodinamiche dall’altro sulle proprietà e sulla biodiversità del suolo, sulla crescita e la resa della vite, sul’incidenza delle malattie, sulle uva e infine sulla qualità e sulle caratteristiche sensoriali del vino da quelle uve prodotte.

Titolo dell’articolo, disponibile qui, è Organic and Biodynamic Viticulture Affect Biodiversity and Properties of Vine and Wine: A Systematic Quantitative Review. Alla ricerca hanno lavorato ricercatori tedeschi e australiani; autori dell’articolo sono in particolare Johanna Döring e Randolf Kauer della Geisenheim University, Cassandra Collins dell’University of Adelaide e Matthias Frisch della Justus-Liebig-Universität Gießen.

L’esame dei dati raccolti ha evidenziato un aumento dei nutrienti nel suolo dei vigneti biologici, soprattutto per quei vigneti in cui era terminato il ciclo di conversione. L’uso di specifiche culture intercalari tra i filari, l’apporto di compost e il non ricorso a erbicidi sono stati identificati come i più probabili fattori responsabili della maggiore biodiversità nel suolo dei vigneti condotti in modo biologico o biodinamico.

Allo stesso tempo nei vigneti biologici o biodinamici è stata riscontrata una minore crescita della vite (-21% vs vigneti tradizionali) ed anche una minore resa (-18%), determinate secondo i ricercatori probabilmente da una minore umidità del suolo e da diversi rendimenti fisiologici (tasso di assimilazione, velocità di traspirazione ad esempio) nei vigneti condotti in modo non tradizionale. Questo studio non ha invece evidenziato particolari differenze sulle caratteristiche delle uve, dei mosti e dei vini prodotti tra i diversi sistemi di gestione del vigneto.

FEB

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