Vino, in Europa crescono le vendite on-line

Lo share dell’e-commerce vicino al 4%, per 3,6 milioni di ettolitri nel 2017. Piace ai consumatori per la maggiore possibilità di scelta, ai commercianti il vantaggio di una potenziale maggiore area di vendita

Il report Wine Quarterly Q1 2019 di Rabobank dedica le sue prime pagine alle vendite on-line di vino nel mercato europeo.

Oggi nei paesi dell’Europa occidentale, le vendite on-line contano per il 4% di tutto l’off-trade; in termini di volume si tratta di circa 3,6 milioni di ettolitri nel 2017. E’ importante sottolineare quanto questo volume, apparentemente ancora scarso, sia in forte crescita: infatti, in concomitanza con un calo generale dei consumi di vino in Europa occidentale del 5% tra il 2010 e il 2017, le vendite online sono cresciute del 66%.

Interessante anche il fatto, che sebbene l’incremento di questo canale sia in atto in tutti i paesi della western Europe, lo share su tutto il mercato al dettaglio va dal 10% registrato per il Regno Unito, al solo 1% di Finlandia e Svizzera; i primi cinque parsi per quota sono UK, Belgio, Irlanda, Francia e Germania; l’Italia è al 10° posto con uno share delle vendite di vino online su tutto il mercato del vino al dettaglio del 3% circa.

Leva principale di questo canale sembra essere per i consumatori la maggior possibilità di scelta rispetto a quanto offrono i negozi brick-and-mortar (supermercati, enoteche etc.), il prezzo di una bottiglia è in fatti mediamente più elevato negli store online. I portali di vendita offrono poi molte informazioni sui prodotti, che nei supermercati ad esempio non sono disponibili. Dal punto di vista del commerciante, il canale online offre diversi vantaggi, come la possibilità di poter vendere in un’area geografica decisamente più vasta, e ancora l’opportunità, se sono utilizzati i giusti strumenti tecnologici, di raccogliere dati utili su gusti e preferenze dei clienti; informazioni queste che possono essere utilizzate anche in altri canali di vendita (si pensi ad esempio ai supermercati che hanno un negozio online e uno fisico).

Di contro, la vendita online impone il rispetto di norme diverse da quelle della classica vendita al dettaglio: una delle difficoltà segnalata da Rabobank è quella relativa alla verifica dell’età dell’acquirente. Inoltre oggi i clienti dell’e-commerce risultano sempre più riluttanti ad accettare quantità minime d’acquisto, costi di consegna o costi d’iscrizione obbligatoria a portali di vendita, fattori questi che possono ripercuotersi sui margini di guadagno del venditore.

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: eCommerce, rabobank e Wine Quarterly Q1 2019. Area Geografica: Unione europea. Categorie News Corriere: Consumi, Mercati e Tecnologie web.

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