Vendemmia, le stime UIV-Ismea e tutti i dettagli regionali

Previsti 44,5 milioni di ettolitri, l'8% in più rispetto al 2012. Dopo diverse campagne caratterizzate da forti anticipazioni nella raccolta delle uve, il grosso delle operazioni si avrà nel periodo tra fine settembre e ottobre

La vendemmia ha rispettato quest’anno il calendario “tradizionale”. Dopo diverse campagne caratterizzate da forti anticipazioni nella raccolta delle uve, il grosso delle operazioni si avrà nel periodo tra fine settembre e ottobre. Una tempistica dunque regolare, che porterà nelle cantine italiane una quantitativo di vino superiore a quello di un 2012 non particolarmente abbondante.

Secondo le stime Ismea e Unione Italiana Vini la produzione di vino 2013 dovrebbe attestarsi sui 44,5 milioni di ettolitri, l’8% in più rispetto ai 41,1 milioni indicati dall’Istat per la scorsa campagna.

A livello territoriale, nel Mezzogiorno l’esito vendemmiale dovrebbe tradursi in maggiori incrementi rispetto alle regioni del Nord. Questo in un contesto di crescita generale, ad eccezione del Friuli Venezia Giulia e dell’Umbria, dove la vendemmia, in calo rispettivamente del 5 e del 3 per cento su base annua, avrebbe subito le ricadute sia delle avversità atmosferiche che di problemi fitopatologici.

L’andamento meteo, in tutta la Penisola, non è stato comunque dei più favorevoli, con grandinate che, seppure a macchia di leopardo, hanno provocato danni rilevanti al Centro-Nord, e piogge di forte intensità, che in alcune zone più interne hanno ostacolato gli interventi fitosanitari.

Dopo un inverno ed una primavera difficili, l’arrivo, seppur un po’ tardivo, delle temperature estive ha comunque consentito sia un recupero dei ritardi che una buona maturazione delle uve. Tutto lascia prevedere un ottimo risultato sul piano qualitativo e una gradazione mediamente nella norma.

Al Sud, con oltre 6 milioni di ettolitri ciascuna, sia Puglia che Sicilia dovrebbero registrare progressi considerevoli, con aumenti rispettivamente del 14 e del 17 per cento. Bene anche la Campania con un più 10% rispetto al 2012.
Il primato produttivo resta però in mano al Veneto, con oltre 8 milioni di ettolitri stimati quest’anno. L’aumento sarà tuttavia meno marcato, in previsione di un più 4%, a fronte di incrementi del 10% in Emilia Romagna e dell’8% in Piemonte (+7% sia in Lombardia che in Trentino Alto Adige).

Al Centro Italia si limita a soli 2 punti percentuali la crescita produttiva in Abruzzo. Meglio in Toscana (+5%) e nel Lazio (+8%), con sviluppi ancora più favorevoli nelle Marche, dove è attesa una crescita del 13% rispetto al 2012.

 

Il dettaglio regionale

Piemonte (+8%)

Il 2013 è stato un anno complicato dal punto di vista dell’andamento meteorologico, che ha influito sul ciclo vegetativo della vite: inverno lungo, non troppo rigido e poco nevoso, primavera molto piovosa, estate alterna, con il periodo di caldo più intenso concentrato tra fine luglio e i primi venti giorni di agosto, attenuato poi dalle piogge di fine mese. La fioritura si è protratta in modo faticoso e non è risultata omogenea all’interno delle differenti aree. Si va infatti da un giudizio ottimo nell’Astigiano al buono del Cuneese. L’allegagione ha trovato un clima più stabile e quindi ha completato il suo sviluppo con più velocità, chiudendo bene i grappoli, che si presentano quindi compatti. L’invaiatura è iniziata nella terza decade di luglio anziché nella prima, come ci si era abituati da qualche anno, e questo ha fatto sì che nei vitigni più tardivi come il Nebbiolo la colorazione degli acini si sia completata solo con l’inizio di settembre. A conti fatti in Piemonte si può quantificare un ritardo dello sviluppo vegetativo di circa 15/20 giorni rispetto al 2012.
Dal punto di vista fitosanitario, ci sono stati significativi attacchi di peronospora precoce durante la primavera, piuttosto umida, contenuti comunque agevolmente. Nell’Astigiano si è verificata una ricomparsa della flavescenza dorata.
La grandine, che ha colpito con la solita casualità, non è stata l’evento più critico: a fine luglio una tromba d’aria ha colpito una striscia di territorio piuttosto stretta, ma molto lunga, dal Casalese fino all’Alta Langa, con danni alle colture e agli insediamenti produttivi.

Lombardia (+7%)

In tutta la Lombardia la vegetazione della vite è partita con un ritardo medio di circa 15 giorni rispetto allo scorso anno determinando un ritorno, un po’ come ovunque, ad una vendemmia più “tradizionale”. Dopo un’allegagione non ottimale le altre fasi fenologiche si sono susseguite senza particolari problemi. E in generale si stima una buona qualità delle uve. Più in dettaglio, sulle terrazze della Valtellina, il freddo primaverile ha spesso rallentato lo sviluppo vegetativo della vite. L’invaiatura è stata regolare nei tempi e nei modi, ma non anticipata come lo scorso anno. Buona, invece, la maturazione, che tuttavia in alcune aree, ad esempio l’Oltrepò Pavese, si è rivelata non sempre omogenea, obbligando a una attenta programmazione aziendale delle raccolte.
Spesso, vista l’umidità che ha caratterizzato tutta la primavera fino alla soglia dell’estate, si è registrata una incidenza più alta, rispetto al 2012, delle malattie a carattere fungino, (peronospora ad inizio stagione e oidio nelle fasi più avanzate) mentre assolutamente poco rilevanti le sporadiche e circoscritte grandinate, anche se in alcune aree del Lugana si sono manifestate con una certa intensità.
Non significativa, generalmente, l’incidenza della siccità, superata grazie alle abbondanti riserve idriche accumulate a inizio stagione.
Come sempre i primi grappoli staccati sono stati quelli delle basi spumante di Franciacorta e Oltrepò Pavese, appena dopo Ferragosto (con un ritardo quindi di una decina di giorni rispetto allo scorso anno ma in linea con le medie storiche). In entrambe le zone si prevede un incremento produttivo sostanzialmente in linea con la media regionale, così come in Lugana. In controtendenza, invece, la Valtellina dove si attende una flessione produttiva del 10% circa rispetto al 2012.

Veneto (+4%)

In Veneto si prevede una produzione moderatamente in crescita rispetto allo scorso anno (+4%), risultato di una situazione non omogenea sia a livello territoriale sia per tipologia di vitigno. Infatti, mentre ci si attende un’annata decisamente superiore sul fronte quantitativo per i vitigni a bacca bianca, per quelli rossi al momento si prevede una produzione in linea con quella dello scorso anno. A livello territoriale, invece, si evidenzia una crescita modesta nel Trevigiano e nel Veronese mentre nel Vicentino lo scarto in positivo rispetto al 2012 potrebbe arrivare a +10%. Stime in calo, invece, in provincia di Venezia e Rovigo. Bene nel Padovano dove la crescita rispetto alla scarsa annata 2012 potrebbe risultare a due cifre. Nell’area del Conegliano Valdobbiadene Docg la situazione nei vigneti viene definita “da manuale” e dalla metà di settembre si è iniziata una vendemmia che potrebbe rivelarsi importante per qualità e quantità.
In generale, la gradazione attesa delle uve e quindi dei mosti e dei vini è nella norma e quindi leggermente inferiore a quella dello scorso anno, mentre le aspettative sulla qualità si muovono dal buono all’ottimo.
Anche in Veneto l’inverno è stato caratterizzato da una buona distribuzione di piogge e neve che hanno consentito un importante accumulo di riserve idriche nel suolo. Il perdurare delle perturbazioni ha però rallentato leggermente la ripresa vegetativa di circa due settimane e il ritardo si è poi propagato anche alle fasi successive. In parecchie località della Valpolicella, ad esempio, le piogge hanno raggiunto a fine maggio il quantitativo di acqua caduta in tutto il 2012. Per lo stesso motivo sono state favorite le infezioni di peronospora, rilevate anche nell’area del Soave, ma gli interventi tempestivi a difesa delle piante hanno prodotto buoni risultati e l’uva non ne ha risentito. Qualche problema con la botrite si è avuto nel Trevigiano ma solo all’inizio della primavera e, quindi, c’è stato tutto il tempo affinché le viti recuperassero i danni subiti. Non rilevanti i fenomeni grandinigeni mentre, nel Padovano, la siccità di fine estate è stata superata grazie alle piogge pre-maturazione.

Trentino Alto Adige (+7%)

Il clima decisamente più freddo e piovoso della media registrato dall’inizio della primavera, accompagnato da meno irraggiamento solare, ha spinto la vite a ritardare tutte le fasi fenologiche a partire dalla fioritura, che si sono comunque susseguite in maniera regolare. Il caldo estivo ha permesso di recuperare ma, in linea con quanto accaduto nel resto delle regioni del Nord, anche in Trentino Alto Adige la stagione presenta un ritardo di oltre 10 giorni rispetto allo scorso anno. Quantitativamente la produzione è in aumento in entrambe le province, con punte maggiori per le uve bianche rispetto alle rosse e un volume complessivo che, secondo le stime, sfiora 1,3 milioni di ettolitri.
In provincia di Trento la vendemmia delle uve Chardonnay base spumante è partita nei primi giorni di settembre e, a queste, hanno fatto seguito le uve Chardonnay da vino fermo, il Pinot grigio di fondovalle e il Muller Thurgau coltivato in valle di Cembra e altre zone collinari. Per l’ultima settimana di settembre è previsto l’inizio della raccolta delle uve a bacca rossa: prima la Schiava, poi il Teroldego della Piana Rotaliana e il Marzemino della Vallagarina. Ultimi della serie i vitigni bordolesi, fatta eccezione per il Merlot che si vendemmia in sensibile anticipo rispetto ai Cabernet.
Le piogge dell’ultima settimana di agosto hanno sottratto le viti dallo stato iniziale di sofferenza da siccità nei vigneti dove manca l’irrigazione a goccia o sovrachioma. Grandinate limitate alla Val di Cembra e alla Destra dell’Adige, ma con danni non gravi attenuati dalla copertura della pergola. Le piogge degli ultimi giorni, invece, stanno creando qualche apprensione e fanno accelerare le operazioni vendemmiali.
Si sono registrati solo sporadici attacchi di peronospora e oidio, che non hanno causato particolari danni. Lo stato fitosanitario delle uve è ottimo e le aspettative sulla qualità sono molto alte.
Altrettanto buone le attese in Alto Adige dove la vendemmia 2013 sembra soddisfare pienamente i produttori sia in qualità che quantità. L’inizio della vendemmia è partito a metà settembre con le uve base spumante seguite dal Pinot grigio e dalle altre bianche. Dal 20 settembre al via anche le rosse a partire dal Pinot nero. Nessun problema di ordine fitosanitario, mentre sul fronte delle avversità meteo si è registrato qualche fenomeno grandinigeno.  

Friuli Venezia Giulia (-5%)

Le normali fasi fenologiche hanno presentato un ritardo medio di 10 giorni rispetto allo scorso anno. La cacciata è stata buona, così come la fioritura. Mediocre l’allegagione, mentre l’invaiatura, che ha comunque presentato un ritardo di 2 settimane, e la fase finale della maturazione sono da considerarsi buone con punte di ottimo. A livello di fitopatie c’è stata una forte pressione primaverile, in fase di fioritura, di peronospora e botrite con aggiunta di leggeri attacchi di oidio su varietà sensibili. Il ristabilirsi del bel tempo ha, comunque, riportato la situazione nella normalità.
Per quanto riguarda l’andamento metereologico si è avuta una forte e continuativa siccità dalla prima decade di giugno alla prima decade di agosto ma ciò non ha rappresentato un problema in quanto l’area viticola è quasi completamente servita da sistemi di irrigazione. In questo stesso periodo i vigneti hanno dovuto sopportare anche elevate temperature. Le provvidenziali precipitazioni ben distribuite nella terza decade di agosto, nonché l’utile escursione termica, hanno però poi consentito di recuperare al meglio la situazione quali/quantitativa. Le grandinate a macchia di leopardo che hanno colpito più volte nel corso della stagione non hanno provocato danni di rilievo.
Indicativamente, la produzione di vino 2013 dovrebbe essere leggermente inferiore alla vendemmia precedente.
Ad aver risentito maggiormente dell’alterno andamento climatico, con conseguenti attacchi di patogeni, sono state le uve rosse come il Cabernet Franc-Carmenere, lo Schioppettino e il Merlot. In misura minore hanno sofferto a causa delle precipitazioni e delle basse temperature, da gennaio a maggio, le uve bianche come il Picolit, il Pinot grigio, lo Chardonnay e il Traminer.
Le uve si prevedono con una gradazione non particolarmente elevata e tendenzialmente nella norma.

Liguria =

Le complicate condizioni meteo che hanno caratterizzato l’annata 2013 hanno fatto si che la nuova produzione ligure si preveda in media stabile, con una gradazione delle uve nella norma.

Emilia Romagna (+10%)

Le condizioni meteo hanno influito sull’attività vegeto-produttiva dell’intera regione, spostando in avanti di circa due settimane tutte le fasi che caratterizzano il ciclo della vite. Cacciata, fioritura e allegagione sono state molto buone. L’invaiatura in particolare, grazie alle temperature registrate in luglio, può considerarsi ottima.
Lo stato fitosanitario del vigneto è da ritenersi buono, anche se si sono verificati attacchi di peronospora in aree nelle quali non si riscontrava da anni. Sono stati segnalati focolai di botrite prontamente controllati, mentre l’oidio è stato limitato ad alcune zone collinari.
Si sono verificate grandinate a macchia di leopardo che rientrano nella media della normale casistica regionale, la cui influenza in definitiva è stata irrilevante.
La qualità delle uve si presenta ottima per le diverse cultivar, con una gradazione delle uve nella norma.

Toscana (+5%)

Lo sviluppo vegetativo in Toscana è risultato ovunque in ritardo di 10/15 giorni. Buone tutte le fasi fenologiche nonostante qualche attacco di crittogame, in particolare peronospora, leggermente sopra la media ma che, grazie ad adeguati interventi, non ha provocato danni se non in qualche zona interna del Grossetano, area interessata peraltro anche da alcune violente grandinate.
Nel resto della regione, in particolare nelle province di Siena e Firenze, le avversità meteo, la grandine in particolare, sono risultate nella norma e si sono segnalate solo abbondanti precipitazioni. La zona costiera del Livornese sembra essere quella che ha beneficiato del clima migliore.
Attualmente i vigneti sembrano essere in ottima salute. Se il tempo si manterrà buono, facendo trascorrere un settembre assolato e con le giuste temperature, le premesse sono di una vendemmia con punte di ottima qualità. La quantità di vino prevista è leggermente superiore allo scorso anno (+5%), la gradazione alcolica risulta nella norma.

Marche (+13%)

L’andamento meteo primaverile, caratterizzato da piogge abbondanti e basse temperature, ha influito sull’inizio dell’attività vegetativa della vite ritardandola di circa una settimana, senza però pregiudicare un’ottima cacciata alla quale è seguita una fioritura da ritenersi buona, nonostante il persistere di temperature medio-basse.
L’allegagione è stata buona come del resto la successiva invaiatura, nonostante sia iniziata in ritardo di circa dieci giorni. Condizione questa che per ora non sta pregiudicando un’ottima fase finale di maturazione e vendemmia.
Lo stato fitosanitario della vite è da ritenersi buono/ottimo, anche se le piogge di maggio e giugno non sempre hanno consentito, in vigneti situati in zone con forti declivi, di intervenire con i mezzi meccanici per effettuare i trattamenti anticrittogamici. Ad oggi vengono segnalati attacchi di oidio circoscritti in limitate aree collinari.
Fra le avversità meteo sono da segnalare alcune precipitazioni grandinigene a macchia di leopardo, soprattutto nelle province di Macerata e Pesaro, la cui entità dei danni rientra nella normale casistica.
La gradazione delle uve si prevede leggermente al di sotto del 2012, pur rientrando nei valori della normalità, inferiore anche nei gradi babo (-1 o 2 gradi).
La qualità delle uve è buona, soprattutto per i vitigni di uva bianca (Verdicchio, Bianchello, Pecorino, Maceratino). Per le uve di Sangiovese e di Montepulciano si prevedono elevate potenzialità di vinificazione.

Umbria (-3%)

Ancora una stagione difficile per i vitivinicoltori umbri. Se lo scorso anno il nemico era stato il caldo opprimente e l’assenza di precipitazioni nel periodo estivo che aveva determinato una vendemmia molto anticipata e quantitativamente scarsa, quest’anno invece, fino a tutto il mese di luglio, nei vigneti umbri vi è stata una forte pressione di peronospora e oidio, vista la frequenza e l’entità delle precipitazioni, e non sempre il viticoltore ne è uscito vincitore.
Nel Ternano, nonostante gli attacchi di patogeni e qualche grandinata, la produzione di vino si stima superiore allo scorso anno.
Situazione opposta nel Perugino dove le avverse condizioni climatiche con le eccezionali precipitazioni hanno provocato intensi attacchi di peronospora che non si è riusciti ad arginare proprio a causa dell’impossibilità di arrivare in vigna. A soffrire particolarmente le varietà come il Sagrantino, ma anche alcune bianche.
In sintesi, quindi, le uve che hanno passato indenni la primavera e l’inizio estate si trovano in una situazione ottimale come quantità e come equilibrio dei componenti.

Lazio (+8%)

Un inverno piovoso ha determinato un ritardo di quasi due settimane nel ciclo vegetativo della vite. Poi, una primavera fresca e piovosa lo ha rallentato ancora, in particolare nelle zone interne. La cacciata è stata comunque buona con punte di ottimo, mentre fioritura e allegagione sono state disturbate dalle frequenti piogge che hanno, di fatto, controllato in modo naturale la quantità degli acini presenti sui grappoli, che oggi si presentano generalmente più spargoli del normale. Particolarmente interessata dal fenomeno la Malvasia di Candia. L’invaiatura si è svolta senza problemi per tutte le uve, che si presentano in ottimo stato, con un corredo di succo e di zuccheri perfettamente bilanciato.
Qualche “bolla” di peronospora si è presentata in tutte le vigne, ma raramente con virulenza tale da incidere sulla produzione oltre pochi punti percentuali. Nessuna segnalazione, invece, per quanto riguarda l’oidio.
Molto limitate le zone colpite dalla grandine caduta a macchia di leopardo, in particolare nella zona dei Castelli romani, che comunque non hanno provocato forti danni.
La gradazione zuccherina, che a una prima analisi sembrava fosse leggermente inferiore allo scorso anno, risentirà, sia in positivo che in negativo, dell’andamento climatico del mese di settembre, come del resto la definitiva quantità delle uve prodotte e la relativa qualità. Quantitativamente, la produzione dovrebbe attestarsi su un valore sostanzialmente stabile rispetto a quello dello scorso anno per le uve e in lieve rialzo per il vino (+8%), poiché gli acini sono più ricchi di mosto.

Abruzzo (+2%)

Lo stato vegetativo della vite ha risentito dell’andamento meteo, caratterizzato da temperature al di sotto della normalità stagionale, che ne ha rallentato la ripresa di 6-7 giorni. Ritardo che, unitamente a precipitazioni abbondanti, ha influito però solo in minima parte sulla cacciata e sulla fioritura: entrambe buone con punte di ottimo per i rossi come il Montepulciano abruzzese. Anche l’invaiatura, seppure buona, ha risentito di un ritardo di circa 10 giorni dovuto alle continue piogge di giugno che hanno provocato disomogeneità nelle stesse aree viticole e per la stessa varietà di vitigni. Ritardo che si riflette sulla fase finale della maturazione e sulla vendemmia, da prevedersi più che buona in particolare per i vitigni precoci.
Per quanto riguarda lo stato fitosanitario della vite, non si registrano particolari focolai di infestazione per le diverse crittogame e per gli insetti, grazie a un’efficace e tempestiva azione di contrasto. Come avvenuto in altre regioni, sono stati segnalati focolai di peronospora in vigneti di difficile accesso ai mezzi meccanici a causa delle copiose precipitazioni; l’entità della diffusione dei focolai rientra comunque nei valori medi stagionali.
Le grandinate a macchia di leopardo hanno colpito soprattutto i vigneti della fascia costiera (Pescara) con danni stimabili del 10-20% sulla produzione. Le stime di produzione di uve fanno prevedere una quantità che rientra nella normalità. Così come la gradazione delle uve. La qualità delle uve è da ritenere buona tendente all’ottimo in particolare per le uve di varietà precoci (Chardonnay, Pinot bianco).

Molise (+2%)

In Molise situazione del tutto analoga a quella registrata in Abruzzo. Con una fase vegetativa in assoluto buona che non ha fatto registrare significativi ritardi anche perché non si sono verificate particolari condizioni meteorologiche né malattie nei vigneti fuori norma.
La qualità delle uve risulta buona con una gradazione per lo più nella norma o leggermente inferiore a quella dello scorso anno.

 

Campania (+10%)

In Campania la situazione evidenziata è di un’annata produttiva sostanzialmente molto buona con punte di ottimo sia per la quantità che per la qualità, anche se per quest’ultima bisognerà comunque attendere il mese di settembre anche a causa del ritardo di circa una settimana registrato quest’anno. Tutte le fase fenologiche si sono succedute senza particolari avvenimenti; da evidenziare attacchi di oidio sopra la media a causa dell’alta umidità che ha caratterizzato la primavera e l’inizio dell’estate. Anche in queste zone si sono registrate grandinate a macchia di leopardo che però nell’insieme non hanno creato forti danni essendo sì di forte intensità ma molto localizzate.
La gradazione delle uve risulta ovunque in linea con lo scorso anno.

Basilicata (+20%)

La stagione vegetativa è trascorsa senza particolari eventi metereologici e conseguenti attacchi di crittogame. Cacciata, fioritura e allegagione sono risultate buone; l’invaiatura e la fase finale della maturazione hanno fatto registrare punte di ottimo. Le previsioni sono quindi di un’ottima annata soprattutto per l’Aglianico grazie alla lunghezza della stagione vegetativa. La gradazione delle uve è prevista nella norma, -1° babo rispetto allo scorso anno.
 

Calabria =

Il freddo primaverile ha causato un ritardo di circa 10 giorni sul normale sviluppo vegetativo. Tutte le fasi fenologiche si sono susseguite con normalità. Il caldo umido che ha contraddistinto il clima calabrese ha fatto registrare diversi attacchi di oidio specie nelle superfici vitate esposte sul mare.
Per quel che riguarda l’andamento meteo da segnalare la siccità nell’area del Cirò e un episodio grandinigeno che nel mese di giugno ha colpito l’area di Melissa.
La gradazione delle uve si prevede in linea con quella dello scorso anno.  

Puglia (+14%)

Le fasi fenologiche si sono avvicendate con buon successo, ma l’evoluzione meteorologica del 2013 ha determinato un andamento eterogeneo tra Nord e Sud della Puglia. Infatti, si è evidenziato un ritardo della vegetazione rispetto alla media stagionale di circa 10 giorni nel Nord, mentre risultano nella norma i tempi nel Salentino dove in alcune zone si è verificato addirittura un anticipo.
Bassa l’incidenza di fitopatie, così come di avversità meteorologiche (grandine a macchia di leopardo solo in alcune zone).
Si prevede una raccolta di buona qualità, con +15% sulle uve e +14% per quanto riguarda la produzione di vino.
La gradazione delle uve risulta essere di poco inferiore allo scorso anno nelle province di Bari e Foggia e nella norma o leggermente superiore a sud della Puglia, dove nella zona del Primitivo di Manduria negli ultimi giorni si sono registrati attacchi di marciume.

Sardegna (+10%)

Le previsioni dei vignaioli sardi sono ottimistiche. Fino ad oggi l’andamento meteo è stato favorevole con buone piogge in primavera e caldo temperato in estate, con forti escursioni termiche a vantaggio di un’ottima maturazione delle uve. Con queste premesse quella del 2013 potrebbe essere una annata eccellente sia per i bianchi che per i rossi.
Buone la cacciata e la fioritura, anche se la situazione climatica ha rallentato di circa 15 giorni lo sviluppo fenologico della pianta e un giugno piuttosto freddo non ha consentito alle uve di raggiungere la maturazione nel consueto periodo determinando, in generale, un ritardo di una decina di giorni rispetto al 2012. Al momento, le uve delle diverse varietà sono in buono stato dal punto di vista vegetativo.
Quest’anno, sempre che il tempo si mantenga asciutto, si annuncia oltre che un prodotto di ottima qualità, un aumento della produzione fino al 10% in più rispetto allo scorso anno con una gradazione delle uve nella norma.

Sicilia (+17%)

Con la mancata adozione della “vendemmia verde”, in Sicilia la stagione vitivinicola 2013 indica un incremento del 17% rispetto allo scorso anno.
Nella media stagionale la vegetazione, buona cacciata e invaiatura, ottime fioriture e allegagione.
Fase vendemmiale ottima per le varietà bianche già in cantina (Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon Blanc, Pinot nero, Moscato ecc.). La fase di maturazione per le uve da raccogliere procede in maniera regolare e si prevede anch’essa ottima.
Non si sono riscontrati particolari problemi legati allo sviluppo delle malattie più frequenti, infatti il numero degli interventi fitosanitari è stato inferiore alla media. Si è registrata soltanto un’elevata pressione di oidio nelle fasi iniziali ma senza alcun effetto negativo sulla vendemmia.
Di poco rilievo l’incidenza delle avversità meteo. Qualità in linea con le precedenti annate.

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