Usa: consumi 2015 ancora in positivo

Secondo il Wine Institute, venduti lo scorso anno quasi 384 milioni di casse di vino (+2% sul 2014), per un valore di 55,8 miliardi di dollari (+6%). Premiumisation e sparkling tra i fattori chiave della crescita registrata

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Gli Stati Uniti si confermano nel 2015 il più importante mercato del mondo per consumo di vino (lo sono fin dal 2010, anche grazie al numero dei consumatori residenti, come rilevato dall’OIV l’anno scorso, si veda qui in proposito).

Registrate vendite per 383,9 milioni di casse da nove litri e 55,8 miliardi di dollari. Si tratta di un incremento sull’anno precedente del 2% in volume e del 6% in valore, grazie alla crescita del commercio di vino di fascia alta di prezzo, fenomeno già definito premiumisation.

 

 

Secondo i dati comunicati dal Wine Institute, le vendite di vino fermo hanno raggiunto il volume di 327,7 milioni di casse, quelle di sparkling wine e Champagne 21,7 milioni di casse (+9%), e quelle di vino da dessert 34,5 milioni di casse (si sottolinea che, secondo la classificazione statunitense, nel vino fermo si debbono considerare i vini di gradazione non superiore a 14% vol., definiti table wine, e nella categoria vini dal dessert, Dessert Wine, tutti i vini fermi di gradazione alcolica superiore a 14% vol.).

 

Tra i principali fattori dello sviluppo di questo mercato va segnalato il fatto che ormai anche i Millennials più giovani stanno raggiungendo l’età legale per il consumo di vino, e che la stessa generazione Y rappresenta già oggi circa un terzo dei consumatori statunitensi di età superiore ai 21 anni.

In crescita anche il numero di supermercati con licenza di vendita di vino: sono oggi circa 30mila, 1700 in più di quelli registrati nel 2011 e, in generale, il canale Direct to Consumers. A questo proposito si segnala che quando nel prossimo agosto il commercio diretto al consumatore diverrà legale anche nella Pennsylvania, gli Stati della federazione che consentono questa modalità di vendita diventeranno 44 (oltre al District of Columbia). Questa modalità di vendita diretta è oggi particolarmente utilizzata dalla piccole cantine statunitensi.

 

I varietals
Secondo Nielsen, e dunque negli esercizi commerciali da questa tracciati, le varietà di table wine più popolari tra i consumatori statunitensi sono: lo Chardonnay (21% di share in volume), il Cabernet Sauvignon (14%), i Red Blends/Sweet Reds (10%), il Pinot Grigio/Gris (9%), il Merlot (8%), cui fanno seguito il Pinot Noir (5.5%), il Moscato (5%), il Sauvignon Blanc (5%) ed il White Zinfandel (4%). Il Sauvignon Blanc è inoltre la varietà che più guadagna quota in volume di vendita nel 2015, seguita dai Red Blends e poi da Pinot Noir, Pinot Grigio e Cabernet Sauvignon.

In merito alle spedizioni di vino all’estero, comparto in cui la sola California conta per il 90%, il commercio oltreconfine di vino statunitense ha raggiunto nel 2015 il volume di 51,2 milioni di casse, per un fatturato record di circa 1,61 miliardi di dollari. L’Unione europea si conferma primo mercato di destinazione in valore, con un fatturato di 662 milioni di dollari, seguita dal Canada con 461 milioni di dollari, da Hong Kong con 96 milioni, dalla Cina con 56 milioni, quindi Nigeria con 29 milioni di dollari, Messico (26) e Corea del Sud (23). FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: consumi Usa, varietà, vendite e Wine Institute. Area Geografica: USA. Categorie News Corriere: Consumi, Mercati e Statistica.

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