II° Convention Tergeo a Simei 2015

Nell’agenda dell’incontro, il punto su quanto fatto fin ad ora, guardando a nuovi e ambiziosi obiettivi. E, tra questi, in primo piano l’annuncio dell’arrivo della prima norma unica nazionale sulla sostenibilità del vino. Un progetto, in termini di aggregazione e contenuti, frutto del cammino avviato proprio in seno a Tergeo

Simei2015_Convention Tergeo

Non è stato un caso che ad aprire idealmente Simei 2015 sia stata in un certo senso la II° Convention – la prima si è tenuta sempre a Simei nel 2013 – di Tergeo, il cui obiettivo è da sempre aggregare le imprese delle filiera, condividere i contenuti dell’innovazione, orientare la crescita del sistema.
Nell’agenda dell’incontro, il punto su quanto fatto fin ad ora, guardando a nuovi e ambiziosi obiettivi. E, tra questi, in primo piano l’annuncio dell’arrivo della prima norma unica nazionale sulla sostenibilità del vino. Un progetto, in termini di aggregazione e contenuti, frutto del cammino avviato proprio in seno a Tergeo.

Il bilancio di quattro anni di Tergeo
È stato il presidente del Comitato tecnico-scientifico di Tergeo, Osvaldo Failla, a delineare quindi il quadro delle attività e dei risultati raggiunti dal Progetto, che operativamente vuole raccogliere, qualificare, divulgare le soluzioni tecnologiche e gestionali che possono condurre alla sostenibilità dell’impresa vitivinicola. “Quattro anni fa – ha spiegato Failla – è partita l’idea di costruire qualcosa di innovativo, ovvero mettere a sistema tutte le figure coinvolte nella filiera vitivinicola, per promuovere e incrementare concretamente la sostenibilità del settore vitivinicolo, declinata nei tre pilastri ambientale, sociale, economico. La macchina di Tergeo sostanzialmente funziona raccogliendo le proposte degli aderenti (aziende vinicole, istituzioni, fornitori, mondo della ricerca…), che rappresentano i cosiddetti “applicativi”, che si concretizzano con protocolli produttivi, in vigneto e/o in cantina, ma che possono essere anche di natura solo formativa o informativa. Queste proposte vengono vagliate dal Comitato tecnico-scientifico che attraverso un lavoro di referaggio determina l’approvazione o meno dell’applicativo. Dopo l’approvazione, l’applicativo viene messo a disposizione delle aziende e monitorato nel tempo, per avere dei feedback sull’effettivo valore dello stesso in termini di incremento della sostenibilità. Ad oggi siamo arrivati a 35 applicativi, 24 riguardano la viticoltura, 11 l’enologia e sono stati proposti da più fonti. Sono 300 le aziende vinicole che da Nord a Sud hanno aderito a Tergeo e in qualità di membri hanno la possibilità di utilizzare e di fruire degli applicativi e il dovere di assumersi la responsabilità di condividere i metodi e gli obiettivi di Tergeo”.

Sostenibilità certificata
Ma che cos’è la sostenibilità in vigneto e in cantina? Il Comitato in questi anni è stato molto impegnato su questo fronte e ha stabilito una serie di norme e sistemi di valutazione della sostenibilità, attraverso l’elaborazione delle cosiddette matrici vigneto e cantina. Parallelamente, si è sentita però la necessità di procedere a una certificazione della sostenibilità, così come avviene in numerosi altri Paesi del mondo.
Frutto di un cammino triennale coordinato da Federdoc e Unione Italiana Vini, con il supporto di Gambero Rosso e partner tecnici quali Valoritalia e CSQA, lo scorso 6 ottobre è nata quindi Equalitas Srl, società di normazione per l’implementazione di un programma unico nazionale sulla sostenibilità del vino. Il cuore di questa proposta sarà un sistema di gestione normato e certificabile da ente terzo, in grado di accompagnare le aziende nel continuo miglioramento di processi e prodotti sotto il profilo ambientale, sociale ed economico e con il continuo supporto del mondo accademico e della ricerca. Su questa importante novità a Simei, durante la convention Tergeo, è intervenuta Maria Chiara Ferrarese di CSQA.
“Equalitas – ha spiegato Ferrarese – si è a lungo confrontata e ha collaborato con Tergeo e con il Forum per la Sostenibilità del Vino Italiano, si è confrontata con i diversi standard in materia di sostenibilità a livello globale, nell’ottica di far convergere diversi requisiti e diversi approcci. Il risultato è la proposta di una norma unica per il settore vitivinicolo nel quale i diversi stakeholder possano riconoscersi. L’approccio alla sostenibilità condiviso è quello secondo i tre pilastri – ambientale, sociale ed economico – che sia di azienda o di prodotto. La norma è flessibile, per cui consente di essere applicata a tutte le tipologie di aziende del settore vitivinicolo. La difficoltà è stata quella di passare da documenti interni, da buone pratiche condivise, da meccanismi di autovalutazione a requisiti definiti chiari, oggettivi, verificabili e solo in questo modo certificabili. Da qui andremo a definire quelli che sono gli strumenti che le aziende potranno avere a disposizione per ottemperare a questi specifici requisiti e queste modalità possono diventare nuove metodologie e meccanismi a livello tecnologico che le aziende potranno avere a disposizione. Saranno poi le aziende a scegliere le azioni migliori per raggiungere il requisito normativo”.
Una sinergia tecnico-scientifica
Un percorso inclusivo, dunque, quello intrapreso, nel quale sono state accolte tutte le istanze in materia, dalla lotta integrata al biologico fino alla viticoltura di precisione, dalla gestione delle emissioni di gas serra al controllo di acqua e biodiversità lungo la filiera, dalla gestione dei contratti di lavoro a formazione e ricerca, fino a toccare tematiche economiche. Una visione che travalica i confini nazionali grazie al ruolo di Unione Italiana Vini in seno alla Commissione Sostenibilità della Fivs e nel progetto della Commissione Europea per la definizione delle regole sull’Impronta Ambientale (Wine PEF Pilot), e che fa sua la sinergia “tecnico- scientifica” promossa da Tergeo, e che ha coniato un nuovo modo di interpretare la sostenibilità, oggettivando il miglioramento che l’innovazione può e deve apportare ai tre “pilastri”.
Il tutto finalizzato a fornire ad aziende piccole e grandi, ai coltivatori come agli imbottigliatori organizzati in filiera, uno strumento di gestione che dalla produzione dell’uva fino alla bottiglia possa definire i contorni della sostenibilità in maniera chiara e trasparente ai consumatori di tutto il mondo, anche attraverso un marchio collettivo che verrà lanciato al Vinitaly 2016.
Ma il lavoro di Tergeo confluirà anche in un’altra iniziativa – notizia annunciata all’ultimo Comitato tecnico scientifico del Progetto tenutosi ad ottobre, il progetto “Food and Feed for Wellbeing”, iniziativa basata sulla fusione delle esperienze di networking scientifico promosse dall’Università degli Studi di Milano all’interno del Programma di Cooperazione tecnico scientifica europea (COST). Un vero e proprio hub scientifico tradotto in una piattaforma web nella quale troveranno spazio anche le iniziative e le news del progetto di Unione Italiana Vini.

 

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