Sostenibilità e biodiversità nella viticoltura di montagna

L'impegno delle Cantine Ferrari presentato a Expo Milano 2015. "L’agricoltore si deve trasformare da fornitore di prodotto a custode del territorio”, ha commentato Marcello Lunelli

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Ricevuta da poco la certificazione “Biodiversity Friend”, che valuta l’impatto delle pratiche agricole virtuose sull’ambiente, le Cantine Ferrari hanno presentato a Expo Milano 2015 le attività che le vedono impegnate sul fronte della sostenibilità e della biodiversità. In un incontro tenutosi il 14 ottobre presso the Waterstone by Intesa Sanpaolo, in cui sono intervenuti anche il Prof. Attilio Scienza, Ordinario di Viticoltura dell’Università di Milano e Silvio Barbero, fra i fondatori di Slow Food, la famiglia Lunelli ha esposto l’intenso lavoro portato avanti al fine di coniugare un continuo innalzamento della qualità dell’uva con la tutela dell’ambiente e della salute dei lavoratori.

Tutti i vigneti di proprietà, sia delle Cantine Ferrari che delle Tenute Lunelli, sono infatti coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, in parte già certificati e in parte in conversione, e le 500 famiglie conferenti di uva si attengono alle indicazioni del “Vigneto Ferrari”. E’, questo, un rigido protocollo certificato CSQA volto a creare e a diffondere una nuova cultura del lavoro in vigna,  basato su elementi naturali e metodi sostenibili, che reintroduce alcune pratiche agronomiche tradizionali come il sovescio ed elimina invece completamente diserbanti, pesticidi e concimi chimici.

Un impegno totalizzante, portato avanti con il supporto scientifico della Fondazione Edmund Mach, che, oltre a garantire una migliore qualità dell’uva prodotta, ha importanti ricadute su tutto il territorio circostante, il quale beneficia di una più ricca biodiversità. Sia le Cantine Ferrari che le Tenute Lunelli hanno infatti ottenuto recentemente la certificazione  “Biodiversity Friend” dalla World Biodiversity Association.

“Riscoprire il valore della biodiversità è un altro passo che la nostra azienda sta facendo nella direzione di una sempre maggiore naturalità dei vigneti e di un impatto minimo sull’ambiente. L’agricoltore si deve trasformare da fornitore di prodotto a custode del territorio”, ha commentato Marcello Lunelli, responsabile dell’attività agricola, oltre che enologica, del Gruppo Lunelli.

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