Simei 2011: il discorso inaugurale del presidente Anformape

Dal Cin: "Simei ed Enovitis sono soprattutto un grande esempio di come la piccola e media impresa possono dimostrare al mondo quanto l’inventiva, la professionalità e la qualità non siano appannaggio dei grandi gruppi multinazionali, ma possano scaturire dal lavoro e dal sacrificio anche di poche persone"

Alle autorità, ai colleghi espositori e ai visitatori porgo il mio personale benvenuto a questa 24a edizione del Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento – SIMEI, e del 8° Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura e l’Olivicoltura – ENOVITIS.

Ancora una volta ci troviamo qui tutti, rappresentanti di una importante fetta produttiva industriale internazionale, ad aprire quello che da sempre è considerato il più importante evento espositivo legato alla filiera industriale del vino, dal vigneto, con il contributo di ENOVITIS, alla produzione, lavorazione, imbottigliamento del vino, nella grande vetrina di SIMEI.

Vetrina assai importante ed eclettica, tanto da raccogliere, nelle edizioni più recenti, un sempre maggiore contributo da parte dell’intero mondo delle bevande, che insieme al vino costituiscono il fattore di attrazione professionale, motore del successo e del richiamo esercitato sui visitatori di decine di Paesi nel mondo.

Ho il dovere, oltre che il piacere, di rivolgere a tutti noi espositori il più caldo e sentito augurio per una grande prova di professionalità e di forza creativa, che nel SIMEI-ENOVITIS ha sempre dato mostra di sé, in particolare grazie all’onesto e prezioso lavoro di quel “made in Italy” che in questa fiera è assoluto protagonista.

L’industria italiana è qui largamente collegata al mondo dell’agricoltura, in un unico e irripetibile duetto su un palco che ha come sfondo il drappeggio virtuoso del campo alimentare, dal vino all’olio d’oliva, attori principali forieri di sottili piaceri, che rendono la “dieta mediterranea” tanto invidiata e seguita nel mondo civile.

SIMEI ed ENOVITIS sono soprattutto un grande esempio di come la piccola e media impresa italiana possono dimostrare al mondo quanto l’inventiva, la professionalità e la qualità non siano appannaggio dei grandi gruppi multinazionali, ma possano scaturire dal lavoro e dal sacrificio anche di poche persone, che spesso rischiano da soli tutto quello che hanno, ma amano il loro lavoro, la loro peculiare identità, sanno stare al passo con i tempi, anzi, li precorrono, rischiando spesso ben più di quanto possano poi effettivamente sperare di portare a casa.

E questo perché amano il loro lavoro, amano la propria azienda e i propri dipendenti, perché sanno di essere in fondo depositari di una missione che va al di là del mero business commerciale e del facile guadagno, tanto inseguiti in altri mondi professionali.

Ne è testimone il periodo magro che stiamo vivendo, come imprenditori sulla nostra pelle, in un mondo che non ha ancora ritrovato il proprio equilibrio dopo il terremoto finanziario del 2008. Le difficoltà sono tante, ma i numeri che possiamo leggere ci dicono che l’imprenditorialità di quel settore merceologico che è qui rappresentato non si danno per vinti, ma accettano la sfida e lanciano il contrattacco.

Il presidente Mastroberardino, che ringrazio per il sostegno testé espresso, ha ricordato quanto questo comparto pesi sulla bilancia commerciale italiana: nel bene e nel male, anche negli ultimi anni di gravi difficoltà internazionali, il settore manifatturiero italiano legato all’impiantistica del vino e delle bevande, oggi qui largamente rappresentato, ha registrato uno sbilancio positivo import/export di 1,2 miliardi di euro, che unito a quello del vino fa capire quanto questa filiera agro-industrial-alimentare sia fondamentale per l’economia del nostro Paese.

Sono più che convinto che dopo le difficoltà dell’ultimo biennio, le imprese italiane che sono oggi qui presenti sapranno farsi esempio e rendersi protagoniste di un rilancio di cui SIMEI ed ENOVITIS sono la spia rivelatrice.

Ed è per questo motivo, come già ricordato dal presidente Mastroberardino, che Unione Italiana Vini e Anformape hanno concordato la nascita di un tavolo comune di sviluppo, che abbiamo battezzato Comitato Permanente per lo sviluppo strategico di SIMEI, che oggi stesso vedrà la luce, per poter portare al massimo livello la collaborazione di quella filiera del vino così importante in Italia.

Perché le sfide si vincono anche collaborando, unendo, contribuendo, condividendo.

Ricordo infine che la prossima edizione di SIMEI, prevista nel 2013, sarà la venticinquesima: mezzo secolo di tecnologie industriali di altissimo livello, un appuntamento che sin d’ora mi permetto di ricordare, anche in paragone con le tante fiere internazionali che non vantano una storia di successi, di area espositiva e di pubblico come questa.

Il mio ultimo saluto, prima di aprire le porte al duro lavoro di questi cinque giorni, è per tutti gli espositori che, come me, hanno atteso questo momento carichi di speranze, obiettivi, desideri: il mio augurio è che vengano tutti raggiunti, catturati, fatti nostri, perché ce lo meritiamo.

Grazie a tutti e buon lavoro.

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