Sempre più mescita di vino e superalcolici nei pub inglesi

Contrariamente alla birra che perde quote nelle vendite in valore, vino e spiriti guadagnano spazio nell’on-trade UK. A questo punto, si chiede la WSTA, perché non abolire la scala mobile anche per questi prodotti come già fatto per la birra?

Le ordinazioni di vino e superalcolici nei pub e ristoranti inglesi sono in crescita. L’ha rilevato una ricerca di CGA Strategy che indica che queste categorie di prodotto hanno generato tra il 2013 e il 2014 un aumento delle entrate vicino a 280 milioni di sterline.

Il vino rappresenta oggi il 18% del valore delle vendite nell’Horeca UK, percentuale che si prevede possa arrivare al 20% entro il 2018; anche i superalcolici, oggi al 22%, secondo le previsioni guadagneranno altri 2 punti percentuali nei prossimi 4 anni. Di contro, il valore delle vendite della birra potrebbe nello stesso arco temporale passare dal 50 al 47%. Inoltre la stessa indagine ha rilevato che pub e ristoranti di nuova apertura puntano sempre di più proprio sulle vendite di vino e superalcolici.

La ricerca sopra menzionata è stata commissionata a CGA Strategy dalla Wine and Spirit Trade Association (WSTA) e la questione si può ricollegare alle misure di tutela dei pub messe in atto dal cancelliere George Osborne lo scorso anno. Per aiutare il settore, lo ricordiamo (noi ne abbiamo parlato qui), un anno fa la birra era stata esclusa dall’Escalator, la scala mobile sulla tassazione degli alcolici. A questo punto, letti i dati e palesata, se ce ne fosse ancora bisogno!, l’importanza di vino e superalcolici proprio nel settore on-trade, la WSTA, rinnova la richiesta al cancelliere Osborne di abolire l’Escalator, questa volta anche a salvaguardia dei pub.

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: escalator, George Osborne, horeca, on trade, pub e wsta. Area Geografica: Regno Unito. Categorie News Corriere: Consumi e Mercati.

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