Sanzioni e prigione per chi non esegue i trattamenti

Un viticoltore biodinamico francese rischia sei mesi di reclusione e a una multa di 30mila euro per non aver seguito il programma di lotta alla flavescenza dorata, patologia della vite presente in Borgogna dal 2011

Multa da 30mila euro e sei mesi di reclusione: questo è quanto rischia un produttore di vino biodinamico di Beaune, nella Francia centro orientale. Emmanuel Giboulot si è reso colpevole, secondo il DRAAF-SRAL (organo del ministero dell’Agricoltura francese) di non aver eseguito i trattamenti contro lo Scaphoideus titanus prescritti dalle norme regionali del Cote d’Or-wide. L’insetto sopra menzionato è ritenuto responsabile della flavescenza dorata, patologia della vite presente in Borgogna dal 2011.

A sua discolpa Giboulot ha dichiarato che la sua azienda ha cominciato, per opera del padre, il lento processo di conversione all’agricoltura biologica dal 1970, per raggiungere oggi una produzione totalmente biologica e biodinamica. Il suo timore è stato quindi quello di vanificare quarant’anni di sforzi. “Io non sono irresponsabile – ha aggiunto – e non sto cercando di essere radicale. Semplicemente non credo che un trattamento sistematico sia una buona soluzione anche quando sulle piante non vi è alcun sintomo della malattia. Voglio mostrare alla gente che ci sono altre soluzioni e che è necessario pensare alla salute nostra e a quella dei nostri clienti”.

Jean-Michel Aubinal, Presidente della Confédération des Appellations et des Vignerons de Bourgogne (Cavb), di contro ha ricordato che la flavescenza dorata colpisce ancora i vigneti di Borgogna e che l’organismo da lui presieduto opera per contrastare questo fenomeno, sia attraverso una mappatura delle condizioni dei vigneti sia attraverso estirpazioni, quando queste si rendono necessarie.

FEB

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Uno commento;

  1. Lorenzo Richetti said:

    Questo articolo è assolutamente incompleto e fuorviante. L’insetto non è affatto problematico, il problema è nella malattia virale (e incurabile) che esso “può” trasmettere in determinate condizioni.

    La legislazione è corretta, il problema è stato che il produttore avrebbe dovuto monitorare lo sviluppo e la crescita della flavescenza dorata e strappare le piante per controllare l’infezione. Avrebbe dovuto anche controllare la popolazione di cicalina e fare lotta integrata con le trappole cromatiche.

    Non ha fatto nulla di ciò ed ha creato un focolaio. Ora, essendo la flavescenza dorata incurabile (e, per inciso, peggiore anche della fillossera) è ovvio e corretto che gli venga obbligato di effettuare trattamenti per evitare che l’insetto possa trasportare l’infezione nei vigneti confinanti.

    In Italia sono entrambe problematiche COMUNI. Qui, i produttori, anche quelli biodinamici, naturali o biologici certificati, sanno che alle prime avvisaglie di Mal Nero devono immediatamente strappare la pianta. Per la Cicalina, invece, essendo una tematica spesso legata e periodi vegetativi precisi (Es. dopo la trebbiatura), molto spesso non si fa niente.

    Per cortesia, cerchiamo di essere più precisi, altrimenti rischiamo di portare avanti dei concetti sbagliati, come, ad esempio, che il biodinamico sia la panacea di tutti i mali e che in qualche modo ci sia una martirizzazione dei produttori biodinamici.

    Per inciso, questa legislazione esiste anche in Italia ed è corretto che esista.

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