Russia: cresceranno ancora le imposte su vino e spumante

Il nuovo regime di tassazione peserà soprattutto sui prodotti di fascia medio bassa. Vive proteste da parte degli importatori, alcuni dei quali sarebbero ora a rischio fallimento

In seguito ad una recente decisione del Ministero delle Finanze russo, cresceranno presto le imposte sui vini.  L’accisa sul vino fermo crescerà da 5 a 18 rubli per litro  (€ 0,28), mentre quella sugli spumanti da 13 a 36 rubli per litro (€ 0,56) . Come suggerisce Meininger, da cui riprendiamo la notizia, questo nuovo incremento del peso fiscale potrebbe ripercuotersi pesantemente sulle importazioni di vino. L’incremento d’imposta peserà, infatti, soprattutto sui vini importati di fascia medio bassa (fino a circa 15 euro). Alcuni importatori, ora a rischio fallimento, starebbero preparano un ricorso alla Corte federale, allo scopo di chiedere il blocco del nuovo regime di tassazione.

Già dal primo di gennaio di quest’anno (ne avevamo parlato qui), in seguito alla manovra finanziaria, erano cresciute significativamente le accise sul vino prodotto in Russia da mosti importati, in ragione, probabilmente della volontà del governo di venire incontro alle attuali difficoltà dell’industria del vino della Crimea e della regione del Kuban.

A ciò si aggiunga che il Governo sta prendendo in considerazione l’ipotesi di rendere gli aumenti retroattivi, colpendo le importazioni effettuate a partire dal primo di gennaio del 2016, quando vigeva un regime fiscale più mite.

Ricordiamo che, con una decisione che appare nettamente in contrasto con questi aumenti delle accise, il Cremlino ha in progetto sospendere temporaneamente ed in occasione dei prossimi campionati di calcio FIFA Confederation Cup 2017 e FIFA World Cup 2018, i dazi d’importazione su alcuni sparkling wine di marchi selezionati (ne avevamo parlato qui).

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: Cremlino, Crimea, Fifa, Kuban, meininger e spumanti. Area Geografica: Russia. Categorie News Corriere: Fiscalità e Mercati.

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