Ristoranti Usa, i (grandi) marchi influenzeranno la cultura del vino?

La diminuzione delle vendite del settore on-trade colpisce soprattutto i piccoli produttori, mentre le cantine più grandi dominano nelle carte di vini, ponendosi come via preferenziale d’accesso al consumo

Il report della Silicon Vally Bank pubblicato a metà gennaio (ne avevamo parlato qui) disegna un generale stato di salute dell’industria del vino americana ed è sostanzialmente ottimista in prospettiva 2017, con una previsione di crescita generale delle vendite tra il 4 e il 6% in valore e tra il 2 e il 3% in volume. Il 30% delle oltre 500 cantine americane oggetto della ricerca della SVB (aziende in gran parte californiane) ha inoltre indicato il 2016 come uno degli anni migliori di sempre.

Alcuni osservatori tuttavia non sono convinti che il report della SVB porti per tutti buone notizie. Interessante a questo proposito è la riflessione del noto editorialista americano W. Blake Gray, pubblicata su Wine Searcher.

Blake Gray (vincitore nel 2013 dell’importante premio Luis Roederer Award, nella categoria Online Comunicator) osserva, citando le parole di Rob McMillan (responsabile del report della SVB), che in particolare le vendite di vino nel ristoranti americani sono in sofferenza, con una crescita inferiore all’1% in valore ed una contrazione dei volumi del 2% circa.

Le modeste crescite recentemente registrate sono poi da attribuirsi soprattutto alle fasce di prezzo più alte e ai marchi più noti, in ragione anche della scarsa propensione da parte dei Millennials a spendere molto per l’acquisto di vino nei ristoranti. Le piccole cantine sono invece quelle che maggiormente soffrono del generale rallentamento delle vendite on-trade. Chi produce negli Stati Uniti tra le 2500 e le 10mila casse di vino ha visto calare drasticamente la sua quota di vendita ai ristoranti tra il 2014 e il 2016, dal 30% al 15% della propria produzione; diversamente chi ha una capacità produttiva superiore alle 250mila casse mantiene oggi una quota di vendita ai ristoranti del 25% circa del totale prodotto.

I grandi produttori dunque dominano oggi le carte dei vini dei ristoranti americani, facendo dei loro marchi la via d’accesso privilegiata al consumo, e ciò – osserva Blake Gray  – potrebbe avere in futuro un’importante ripercussione sulla cultura del vino negli Stati Uniti.

 

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: Blake Gray, on trade, Silicon Valley Bank, SVB e Wine-Searcher. Area Geografica: USA. Categorie News Corriere: Consumi, Mercati e Opinioni e lettere.

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