Ristoranti e bar, la moria continua inesorabile

Natimortalità in passivo di oltre 7.000 esercizi nel 2012, 1.000 in più del 2011, con un'incidenza dei fallimenti dell'8% sul totale. E l'articolo 62 è entrato in vigore solo a ottobre...

Ammonta a circa -7.000 il saldo della natimortalità delle imprese di ristorazione e bar in Italia nel 2012. Sono gli sconfortanti dati elaborati dalla Fipe-Confcommercio, che delineano un settore, quello dell’on-trade, che continua a dare segnali di grande affanno.

L’anno passato infatti ha aggravato il passivo del 2011, chiuso con un saldo di -6.000 esercizi, e quest’anno le cose non sembrano destinate a migliorare, anzi forse tenderanno ad aggravarsi per via dell’andata a pieno regime delle disposizioni dell’articolo 62 sui termini di pagamento, la cui entrata in vigore a fine ottobre è presumibile non abbia inciso gravosamente sul bilancio annuale delle chiusure.

Ad aprire i battenti sono state in totale 16.000 imprese tra bar e ristoranti, ma a chiudere sono stati in oltre 23.000. Ma se le chiusure sono equamente ripartite tra ristoranti e bar, in quest’ultimo segmento dell’on-trade sono state un migliaio in più le aperture.

 

 

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Ragionando invece per incidenza percentuale delle chiusure sul totale delle imprese attive, le medie si riequilibrano attorno a 7-8%, con una punta leggermente maggiore sui bar. In totale, a fine 2012, risultano attivi 161.000 ristoranti e 147.000 bar.

 

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Questa invece la situazione della natimortalità per regione a fine 2012.
 

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Fonte: Fipe-Confcommercio

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