Quality Check: la qualità nel rapporto cliente-fornitore

Intervista a Marzio dal Cin, presidente di ANFORMAPE

Prezioso vademecum per l’autoanalisi, l’autocontrollo e l’autocertificazione, il nuovo sistema ”Quality check” messo a punto dall’ANFORMAPE, l’Associazione Nazionale Fornitori Macchine Accessori e Prodotti per l’Enologia aderente all’Unione Italiana Vini, rappresenta “una nuova frontiera nel rapporto fornitore cliente per il nostro settore – dichiara Marzio Dal Cin, presidente dell’associazione – presentando ad entrambi i protagonisti della filiera uno strumento di controllo e autocontrollo in grado di offrire quelle certezze di qualità globale, dell’azienda e dei suoi prodotti, ad oggi difficilmente verificabili altrimenti”.

Con l’intento di dare un reale e utile servizio alle aziende di settore e al mondo produttivo del vino, ed in sintonia con il Codice Etico approvato dall’associazione, Anformape ha deciso di sviluppare un progetto teso a favorire una verifica approfondita sulla rispondenza alle vigenti normative delle proprie aziende e dei loro prodotti a vantaggio delle imprese clienti associate a Unione Italiana Vini – Confederazione della Vite e del Vino, consentendo ai soci di quest’ultima una precisa valutazione dell’idoneità normativa e quindi affidabilità delle imprese associate ad Anformape quali potenziali fornitori, stimolando in tal modo anche la correzione di eventuali mancanze o difetti in capo alle stesse, in modo del tutto volontario.

Il fine ultimo di tale progetto è quello di fornire uno strumento condiviso (fornitore-cliente) di valutazione che possa essere utilizzato con successo, e su base volontaria, sia da parte delle cantine per conoscere i propri fornitori operanti nel comparto dei prodotti enologici (additivi e coadiuvanti), dell’impiantistica e degli accessori, sia da parte di questi ultimi per farsi conoscere meglio dai propri clienti, in particolare sotto il profilo normativo, al fine di potersi avvalere dello status di “fornitori qualificati” delle cantine stesse, associate ad Unione Italiana Vini.

Il progetto “Quality check” sta muovendo in queste settimane i suoi primi passi sul mercato “dopo essere stato messo a punto con un lungo lavoro di elaborazione dalla nostra associazione – continua Dal Cin – ed aver incontrato il consenso unanime ed entusiastico dei componenti del nostro consiglio direttivo”.

Quattro pagine di “check” su autorizzazioni, certificazioni e normative da seguire (vedi box accanto) – integrate, punto per punto, da una breve descrizione e dai vari riferimenti normativi e legislativi più aggiornati – compongono questa griglia di autocontrollo “ideata per aiutare le imprese manifatturiere, ma anche le imprese vitivinicole, a mettersi in regola con una normativa complessa e in costante aggiornamento che mette a dura prova anche gli imprenditori più attenti”.

D. Quindi il progetto nasce da questa considerazione?

R. Si, dalla constatazione che oggi tutte le imprese si trovano a dover seguire una normativa molto complessa, spesso aggrovigliata, su tanti fronti diversi – dalla sicurezza sul lavoro all’impiantistica, dalle norme produttive alla gestione di rifiuti, solo per citare alcuni dei principali capitoli – e, soprattutto in continua evoluzione che disorienta l’imprenditore non attrezzato e lo espone a rischi di controlli e sanzioni a volte anche molto pesanti. Oggi, alcune aziende potrebbero non essere in regola con qualcuna di queste leggi, ma non se ne sono accorte, in parte per ignoranza, in parte per distrazione. Quindi, per offrire una risposta organizzata alle nostre imprese associate, abbiamo stilato il vademecum che tocca gli aspetti principali della vita aziendale e mette in condizione l’imprenditore di verificare la regolarità dell’impresa e dei suoi prodotti.

D. E come interviene questo vademecum nel rapporto fornitore-cliente, in particolare, nella relazione commerciale tre le vostre imprese e le aziende vitivinicole?

D. Il “quality check” è uno strumento di autocontrollo qualitativo dell’impresa nostra associata che vuole, però, anche essere un piccolo manuale a disposizione dell’azienda vitivinicola per verificare le caratteristiche e la regolarità del potenziale fornitore. Insomma da oggi, prima di acquistare un prodotto dalle nostre imprese, il produttore di vino, oltre a valutare il costo e la qualità del prodotto o dell’impianto, potrà farsi certificare tutta una serie di parametri e di elementi che contribuiscono a definire la “qualità globale” dell’impresa. Consentendogli di operare una scelta tra aziende concorrenti che giocano tutte ad armi pari, garantendo cioè analoghi standard di affidabilità, sicurezza e rispetto della normativa.

D. E qual è il valore aggiunto di questa verifica?

R. Ha un duplice valore. Da un lato si certifica l’affidabilità dell’azienda fornitrice e lo standard dei prodotti conformi alla normativa vigente, garantendo pertanto sicurezza ed affidabilità al cliente anche nei confronti dei propri clienti a valle (es. GDO); dall’altro le certificazioni ISO del fornitore possono entrare nei percorsi di certificazione dell’impresa acquirente. E, infine, c’è un terzo elemento valoriale, che francamente non avevamo previsto e ci ha piacevolmente sorpreso, confermando la validità del percorso che abbiamo avviato. Molte aziende vitivinicole ci stanno richiedendo il formulario perché lo utilizzano anche al proprio interno come griglia di autovalutazione e autocontrollo. Una conferma del valore di “quality check”, per noi molto importante.

D. Un progetto dinamico, in trasformazione?

R. Certamente, in aggiornamento costante che faremo in collaborazione con l’ufficio giuridico-normativo dell’Unione Italiana Vini. E’ evidente infatti che, se da un lato, l’applicazione concreta del formulario ci consentirà di arricchirlo di nuovi spunti e suggerimenti relativi a parametri di qualità delle imprese e dei loro prodotti, che verranno segnalati dalle aziende che lo utilizzeranno, dall’altro il continuo cambiamento delle normative ai vari livelli, nazionale e comunitario, impone l’aggiornamento periodico del “quality check” che realizzeremo attraverso la professionalità dei tecnici dell’UIV. Il sito Internet di UIV, per la parte dedicata ad Anformape, potrà pubblicare le versioni più aggiornate del documento di autocontrollo, in modo da poter disporre sempre di uno strumento valido, che tuttavia non deve esimere l’utilizzatore dal tenersi comunque costantemente aggiornato in prima persona sull’evoluzione normativa del nostro settore.

 

I documenti e i moduli relativi al Quality Check possono essere scaricati a questi link

Presentazione
Schema
Modulo

Sezione: Anformape.

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