Prezzi in forte aumento ovunque: è l’anno più difficile da interpretare

La situazione di mercato della vendemmia 2011 monitorata da Med.&A.

La situazione del mercato dello sfuso sta nei numeri e nelle sensazioni. I numeri dicono tre cose fondamentalmente: meno produzione, giacenze ai minimi e prezzi sulla corsia di sorpasso, a volte pericolosamente. Mentre le sensazioni sono di incertezza, prevalentemente, per la parte della filiera che oggi si trova da un lato a dover programmare acquisti di partite di vino il cui valore è tutt’altro che stabile e dall’altro a fare i conti con un settore, quello distributivo, che agli aumenti di prezzo negli ultimi anni si è dimostrato quanto meno allergico.

Scorrendo lo Stivale, grazie alle puntuali rilevazioni dei mediatori e agenti associati a Med.&A., non possono non fare meraviglia alcune quotazioni: se era preventivabile l’aumento, a cominciare dalla base della piramide, per alcune tipologie di vino ci troviamo di fronte a prezzi che sono letteralmente schizzati. Uno su tutti è il Moscato, “per il quale – come sottolinea Enrico Miravalle dell’omonima agenzia piemontese – abbiamo notato un incremento notevole di consumo e di prezzo, dovuto naturalmente alla enorme richiesta a livello globale, in particolare in America, dove il Moscato spumante ha raggiunto una domanda senza precedenti. Nelle rilevazioni degli ultimi 12 mesi si è assistito a un incremento più o meno del 100% sia per il mosto dolce che per il vino secco Moscato”.

Rimanendo in Piemonte, ma varcando i confini e arrivando all’Oltrepò Pavese, troviamo aumenti generalizzati del 20% sui rossi, come rileva Mario Pezzotta, mentre le altre tipologie si sono spinte anche al +30%.

Stessa musica nel Veneto occidentale, dove opera l’Agenzia Vini Repetto. “Per quanto riguarda la Valpolicella – dicono Severino Carlo Repetto e Corrado Carli – tutte le tipologie proseguono senza intoppi il loro successo: è molto difficile trovare già oggi il Valpolicella 2011 da imbottigliare e da tempo è esaurito il 2010, visto che l’interesse è di destinarlo alla pratica del Ripasso, ottenendo così qualità che permettono un maggior valore aggiunto. Il rischio di questi vini rossi, oggi sicuramente quelli che danno il più alto reddito a ettaro in Italia – avvertono i due agenti – è quello di un’implosione per eccessivi rialzi di prezzo”.

Per quanto riguarda invece il Soave, “l’annata 2011 fa sperare in un rilancio di questa eccellente Doc italiana, che negli ultimi anni era stata all’ombra del Pinot grigio Igt. Molto lavoro è stato fatto per il recupero di un’immagine che si era sbiadita nel tempo e che pare oggi tornare importante, in particolare con un nuovo interesse di mercati come gli Usa e l’Inghilterra, questo grazie soprattutto a un notevole miglioramento qualitativo. I prezzi confermano, con i loro seppur lievi rialzi rispetto al 2010, il miglioramento in atto”.

Nel Veneto orientale, invece, “si è partiti con un forte rincaro dovuto anche alla coda della stagione 2010 – spiegano Paolo Graziani e Marco Zaccariotto della Vini Graziani – che ha visto l’impennata del Pinot grigio e del Prosecco, cui si sono aggiunte tutte le Igt Venete, a causa di una diminuita produzione e alla corsa all’accaparramento di uve e mosti. La richiesta è costante e frammentata a causa del forte costo della materia prima. E’ possibile un ulteriore assottigliamento delle scorte, con probabile ulteriore aumento dei prezzi dello sfuso”.

I numeri di questa stagione li fornisce Mediavini, l’agenzia condotta dal presidente di Med.&A. Stefano Graziani e da Fabrizio Gava. “Per il Pinot grigio la vendemmia è stata scarsa (-15/-25%), ma sanità delle uve e qualità dei vini sono ottime, con gradazioni superiori alle medie e caratteristiche organolettiche e sensoriali tipiche molto marcate. I prezzi parlano di aumenti de 25-35% rispetto all’anno scorso. Aumenti del 30% anche per il Prosecco, che quest’anno darà vini di qualità eccellente, con accentuate note floreali tipiche della bacca e gradazioni naturali superiori alla media. Uve di ottima qualità a Bardolino, tanto che si può parlare già oggi di una delle migliori annate, con profumi e colori intensi, molto tipici. Anche qui prezzi in aumento del 15-25%. Ottimi prodotti saranno i rosati, con profumi e tonalità ai migliori livelli, e prezzi in aumento del 10-20%, così come la pattuglia dei rossi, Merlot e Cabernet, che daranno prodotti con buon colore e profumi e gradazioni naturali superiori alla media, giustificando quindi gli aumenti di prezzo compresi tra +15-20%. Infine i bianchi, Pinot bianco, Verduzzo, Chardonnay, per i quali si segnalano disponibilità inferiori alla media, una buona qualità dei prodotti e listini in aumento del 10-20%”.

Scendendo in Emilia Romagna, monitorata per Med.&A. dalla Impex, si segnala la riduzione drastica della produzione: “Manca il prodotto – dice il titolare, Andrea Verlicchi – e la situazione è sicuramente destinata a perdurare nei prossimi anni. A vendemmia ultimata il calo produttivo è molto importante e varia a seconda delle zone, in pianura da -10 a -25% e in collina da -20 a -50%. Fortunatamente la qualità dei vini è buona, vista la ottimale sanità delle uve. I prezzi sono inevitabilmente in aumento: rispetto ad un anno fa variano, a seconda delle qualità, da un +30 a un +50%, e i più rilevanti li troviamo nei vini comuni bianchi e rossi”.

In Centro Italia, in particolare Marche e Abruzzo, “tutti i prodotti hanno subito una flessione della produzione dal 30 al 40% – segnala Emidio Fazzini, la cui agenzia ha base nell’Ascolano -. Passerina e Pecorino, i più richiesti, presentano una qualità ottima, così come i bianchi, i rossi e il Sangiovese. Il Montepulciano è ancora sotto vinaccia, ma promette bene”.

“Il rialzo dei prezzi è generale per tutte le tipologie – aggiungono Andrea e Riccardo Braconi dell’omonima agenzia di Pescara – sul bianco termocondizionato l’aumento è del 55-60%, sul bianco fiore del 50-65%. Aumenti tra 60 e 70% per i rossi, anche se per questi siamo appena agli inizi e pertanto è ancora tutto da definire, con il mosto muto a +30-35%. Se per i Doc abruzzesi, Montepulciano e Trebbiano, è ancora prematuro definire aumenti precisi di listino, per i vini Molise e Biferno Doc riserva l’aumento riscontrato è pari al 10%. Si prevede una continua domanda soprattutto sui bianchi di gradazione bassa – concludono i Braconi – sui rossi l’interesse è momentaneamente notevole ma un aumento di prezzo troppo elevato potrebbe frenare la richiesta e consentire scambi per il fabbisogno immediato”.

Infine uno sguardo alla Sicilia, monitorata da Antonino Panicola dell’omonima agenzia: “Il calo produttivo dalla vendemmia 2009 a quella attuale si può calcolare nell’ordine del 40-50%. Rispetto alla vendemmia 2010, i prezzi alla produzione hanno fatto registrare aumenti nell’ordine del 30%, sino a toccare punte massime di oltre il 40 per alcune tipologie di prodotto, come i rossi. La situazione è di incertezza generale: si attende che il mercato dimostri di riuscire ad assorbire – senza eccessivi contraccolpi – gli aumenti fattisi registrare nel corso dell’ultima vendemmia”.

 

 

Spagna specchio dell’Italia

Produzione scarsa, impennata dei prezzi

Anche la Spagna in questa annata vede diminuire la produzione, secondo le ultime stime si parla di circa un 20%. “Come conseguenza vi è stato un immediato aumento della domanda – spiega Giorgio Meneghetti, che per Med.&A, segue il mercato spagnolo – che fa in modo che i prezzi stiano lievitando minimo del 35-40% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il prodotto più richiesto in assoluto è il mosto muto, che registra quotazioni in rialzo del 60%. Poi vino bianco fiore dai 10,5 ai 12°, che chiaramente è il vino più economico e il cui aumento tocca il 50%. Per il bianco termocondizionato per ora siamo sul 40% circa in più di prezzo., così come per i vini rossi, mentre i varietali come Merlot, Cabernet e Shiraz in proporzione stanno subendo un aumento più lieve (intorno al 30-35%). Introvabile il Moscato. Per ora – conclude Meneghetti – i mercati che richiedono di più i vini spagnoli sono Russia, Germania, Francia, Italia e Cina. Per i mosti, la classifica è Italia, Francia e Spagna stessa”.

Sezione: Medea. Tag: mercato, Notizie, quotazioni e sfuso.

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