Piemonte, al via la lotta contro lo Scaphoideus titanus

Da venerdì 29 giugno a lunedì 2 luglio i vignaioli piemontesi dovranno trattare le loro viti, applicando la norma nazionale, per evitare la Flavescenza dorata

La prima battaglia d’estate contro lo Scaphoideus titanus, l’insetto vettore della Flavescenza dorata, scatterà da venerdì 29 giugno e durerà fino a lunedì 2 luglio. In questi quattro giorni i vignaioli piemontesi dovranno trattare le loro vigne applicando la norma nazionale che rende obbligatorio l’intervento.

Per battere questa malattia della vite, che ha colpito in passato vaste zone vitivinicole del Piemonte, e che non accenna a frenare la sua diffusione, occorre che tutta la filiera e i territori facciano un gioco di squadra non solo in difesa ma anche all’attacco.

Le ricerche di questi anni hanno consentito di stabilire con più precisione in quali periodi l’insetto vettore è più vulnerabile. “Quindi è cambiata anche la modalità dei trattamenti che possono essere più precisi e mirati” spiega Daniele Eberle consulente agronomo, uno dei tecnici che compongono la task force regionale contro la Flavescenza dorata.

I Consorzio dell’Asti Docg con il Consorzio tutela vini d’Acqui Docg e Consorzio tutela vini d’Asti e del Monferrato hanno promosso un progetto pilota destinato a monitorare tutti i 52 comuni dell’area del Moscato ma che servirà anche a tutti gli altri territori. La finalità è migliorare la strategia di difesa dall’insetto vettore e della gestione degli incolti con vite selvatica limitrofi.

Nella prima parte della stagione si sono eseguiti rilevi nei vigneti pilota per determinare la quantità e lo stadio dei giovani dell’insetto in modo da verificarne la presenza e meglio posizionare il primo intervento.

A partire da fine giugno saranno posizionate trappole cromo tattiche per la cattura e il censimento degli insetti adulti di Scaphoideus per valutare il momento migliore per posizionare il secondo intervento.

Ci sono tre nuclei di controllo a Cossano Belbo e in nove comuni limitrofi, a Nizza Monferrato e in altri 11 comuni della zona, ad Acqui Terme e quattro altri comuni.

Il progetto di difesa vede coinvolte le amministrazioni comunali, le organizzazioni professionali degli agricoltori con il coordinamento dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione (settore Fitosanitario) affidato a Paola Gotta e Chiara Morone. Ad essi è deputato il compito della diffusione sul territorio attraverso la propria rete di contatti.

Sono state attivate diverse consulenze scientifiche che vedono impegnati un pool di scienziati dell’Istituto di entomologia agraria dell’Università di Torino, Istituto di virologia vegetale del Cnr di Torino, centro di saggio Vit. En. di Calosso.

E’ importantissima la capacità dell’intera filiera ed in particolare delle aziende vitivinicole di intervenire in maniera puntuale, mirata e coordinata.

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