Per la Campania del vino, più strategie e pianificazione

Nel dibattito che ha accompagnato la presentazione dell'edizione 2012 di Vitigno Italia, è emersa la necessità di stabilire un rapporto osmotico che coinvolga imprese, istituti di ricerca scientifica e istituzione per una progettazione condivisa e di lungo respiro, mirata alle reale situazione di mercato

Napoli. “Nel mercato estero c’è un grande potenziale, ma se non si fa sistema non c’è chance. La Campania deve colmare molti deficit, prima ancora sul mercato nazionale dove, escluse poche enclaves e qualche marchio, questa regione non ha una diffusa e stabile copertura. Occorre maggiore promozione, strategie, pianificazione, costanza”.
Si è aperto con queste parole l’intervento di Lucio Mastroberardino, presidente di Unione Italiana Vini, in occasione dell’evento di presentazione dell’edizione numero 8 di VitignoItalia – in programma il prossimo mese di maggio con il patrocinio del Comune di Napoli e il supporto di Regione Campania e Unioncamere Campania. Evento che è stato occasione proprio per fare il punto sullo scenario attuale del vino italiano e campano. Nel dibattito condotto dal giornalista del Sole 24 Ore Giorgio Dell’Orefice, l’intervento di Mastroberardino ha proprio insistito sulla zone d’ombra della filiera del vino regionale e sulle prospettive future. “L’export funziona – ha infatti proseguito il presidente UIV – se alla base c’è una strategia di crescita pianificata ed equilibrata. Servono strategie – ha sottolineato – delineate dalle imprese in osmosi con le competenze scientifiche e le istituzioni per una progettazione condivisa. Unico strumento capace di innescare dinamiche di sviluppo sul territorio. Solo facendo le cose sul serio e con un progetto globale sei a riparo anche dalle brutte sorprese. Per questo serve autorevolezza riconosciuta, nazionalmente e internazionalmente, organizzazione strutturata di competenza e multi-disciplina”.


Dati certi
“Avere per il nostro settore, in Campania, un centro di analisi di conoscenza, di scambio di esperienze e confronto attento sui mercati – ha proseguito Mastroberardino – è la partenza per iniziare a delineare delle possibili strategie. A differenza delle aree di eccellenza enologica d’Italia, in Campania è impossibile avere dati, grafici e commenti indispensabili per capire in quale direzione si muove il comparto, per monitorare e seguire in maniera oggettiva e obiettiva il mercato”.
Manca dunque regia specialistica nella costruzione dei mercati e per ancorare i prodotti e il territorio. “La disponibilità di dati e analisi obiettive e oggettive può fornire alle imprese, tutte, con tempismo le informazioni necessarie perché tutte le aziende possano definire la propria strategia per collocare il prodotto nel modo migliore. Un esempio per tutti: l’osservatorio del Prosecco, nato nel 2003. Lo sforzo che dobbiamo fare, noi produttori regionali – ha concluso Mastroberardino – è mettere per un momento da parte l’ansia di imporre i nostri brand o peggio ancora il vitigno per far partire un messaggio di unitarietà regionale. Impostare i vini campani come commodity, tralasciando il messaggio di aderenza a territorio e l’origine determinata del prodotto porta al nulla”.


Aderenza al territorio
E la svolta di VitignoItalia 2012 – evidenziata proprio dal nuovo claim del Salone: non più “Salone dei vini da vitigno autoctono e tradizionale italiano” bensì “Salone dei vini e dei territori vitivinicoli italiani” – va proprio in questa direzione, segnando così una chiara intenzione alla valorizzazione dei territori. “Certamente il vitigno storico, tradizionale, locale – ha commentato Luigi Moio, ordinario di Enologia presso il dipartimento di Scienze degli alimenti dell’Università degli studi di Napoli – conferisce originalità a un vino, ma non basta. È tempo di parlare di territori”.
Ma le novità di questa edizione di VitignoItalia non si fermano qui. Proprio nell’intenzione di migliore la promozione, la sezione business viene fortemente implementata e ulteriormente specializzata attraverso la formula dei One To One che metterà a diretto confronto domanda ed offerta. Appuntamento dunque a Napoli a Castel dell’Ovo i prossimi 20-22 maggio.


Nella foto: Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, Lucio Mastroberardino, presidente Unione Italiana Vini, Francesco Continisio, presidente nazionale Sommelier europei, Vito Amendolara, consigliere per l’Agricoltura del presidente della Giunta regionale, il presidente di VitignoItalia Chicco De Pasquale

Related posts

Commenta questo articolo

Top