La spesa mondiale in vino sfiora i 220 miliardi di euro

Secondo i dati di Datamonitor nel 2015 vi è stato un incremento del 3,8% sull’anno precedente grazie ai mercati di Cina, Messico, Russia e India. Registrato un calo invece in Spagna, Italia, Turchia, Francia e Portogallo

Il Boletín de Investigación, El gasto en vino, pubblicato a gennaio dalla Constanza Business & Protocol School di Madrid è dedicato al mercato vino in Spagna e nel mondo. Il report è stato realizzato principalmente a partire di dati dei MarketLine di Datamonitor (il pdf dello studio in lingua spagnola è disponibile qui).

La spesa mondiale in vino registrata nel 2015 è di 219,669 miliardi di euro ed è cresciuta del 3,86% rispetto al 2014 (211,502 miliardi di euro) e quasi del 17% rispetto al 2010 (187,869 miliardi di euro).

Gli Stati Uniti sono il paese che ha fatto registrare nel 2015 il più alto valore nella spesa in vino, con 29,174 miliardi di euro (+3,24% sul 2014 e +18,91% sul 2010); al secondo posto la Cina con 28,832 miliardi di euro (+17,10 sul 2014 e + 145,85 sul 2010); segue l’Italia con 25,650 miliardi di euro (-6,83% sul 2014 e – 0.53% sul 2010); quarto posto per la Francia (23,249 miliardi di euro; -4,19% sul 2014 e – 1,07% sul 2010).

Seguono: Russia, Germania, UK, Spagna, Australia e Canada.

 

spesa_Vino_classifica_2015

 

In generale, dal 2010 al 2015 la spesa mondiale in vino è cresciuta del 3,86%.

Al forte incremento percentuale di lungo periodo fatto registrare da paesi “emergenti” quali la Cina (+145,85%), il Messico (+53,87%), la Russia (+49,60%) l’India (+47,78%), Polonia (+47,23%), si contrappone tuttavia il calo della spesa in Spagna (-14,79%), Italia (-6,83%), Turchia (-5,70%), Francia (-4,19%) e Portogallo (- 0,37%).

 

Nello studio della Constanza Business & Protocol School vi sono anche le previsioni della spesa mondiale in vino da qui al 2019, anno per cui si prevede saranno spesi in vino 261,079 miliardi di euro (+18,85% rispetto al 2015). I paesi per i quali in cinque anni si prevede il maggior incremento sono ancora la Cina (+ 80,97%), la Polonia (+73,36%), la Russia (+33,80%) e il Messico (+30,77%). Ulteriore calo percentuale previsto invece per Spagna (-15,93%), Francia (-6,54%), Portogallo (-0,81%) e Italia (-0,72%).
FEB

 

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