In quindici anni avremo il vino a impatto zero

L’ha dichiarato a Decanter il produttore catalano Miguel Torres, impegnato nel progetto di sostenibilità Torres Earth per il quale ogni anno è investito il 10% dei ricavi aziendali

Riutilizzare l’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione del vino e trasformarla in energia è una delle strade che contribuiranno alla creazione di un’azienda vinicola a impatto zero. Questa via è stata già intrapresa dall’azienda Bodegas Torres, vitivinicola spagnola con sede a Penedes (ma che controlla cantine in Spagna, Cile e Stati Uniti), che ha recentemente promosso il suo programma di sostenibilità Torres & Earth, ideato nel 2007. Ne ha parlato, tra gli altri, Decanter che sulle sue pagine web riporta alcune dichiarazioni di Miguel Torres senior, presidente del gruppo spagnolo.

Per finanziare il suo progetto di sostenibilità da diversi anni Bodegas Torres accantona e investe in sostenibilità l’11% dei suoi profitti (l’investimento stimato per quest’anno in questo senso è superiore a 12 milioni di euro). Primo traguardo di Torres & Earth è per il 2020 e consiste nel ridurre la quantità di gas a effetto serra prodotti per ogni bottiglia di vino del 30% rispetto al 2008. Di questo passo “in dieci quindici anni – ha dichiarato Torres – potremo avere aziende vitivinicole a emissioni zero”.

Il progetto di riduzione dell’impatto ambientale coinvolge non solo Bodegas Torres (riduzione delle emissioni dirette derivanti dalle attività aziendali) ma tiene conto anche delle emissioni indirette legate all’uso di energia elettrica e a quelle derivanti dalle attività dei conferitori, dei contoterzisti e degli altri fornitori (imballaggio, distribuzione etc). Queste ultime attività contano per l’80% nella quantità di gas serra prodotti per ogni bottiglia di vino e per questo Torres è impegnato nella sensibilizzazione e nel coinvolgimento di tutte le parti attive della filiera produttiva e di vendita.

Con un investimento di 10 milioni di euro Miguel Torres ha dato il via a un cambio di modello energetico basato sulle energie rinnovabili. Tra le azioni intraprese in questo senso la sostituzione dei parco macchine aziendale, che ora comprende anche vicoli ibridi ed elettrici (tra cui anche un trenino elettrico solare utilizzato per trasportare gli enoturisti tra i vigneti), e l’installazione in azienda di una caldaia a biomassa che sfrutta i resti della potatura dei vigneti, gli scarti lavorazione delle uve ed il legno derivante dalla pulizia dei boschi: grazie a questa caldaia polivalente l’uso di combustibile fossile è stato ridotto del 90%.

Altri fondi sono stati destinati al rispetto della diversità biologica, a mantenere l’equilibrio del ciclo dell’acqua e alla riforestazione della Catalogna.

FEB

 

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