Il vuoto a rendere è sempre sostenibile?

Dibattito aperto nel Regno Unito dopo la conferma della Scozia all’introduzione del deposit return scheme (DRS), anche per le bottiglie di vetro. Forti critiche dalla WSTA: poca praticità e costi potrebbero addirittura favorire l’uso della plastica

Il governo scozzese ha annunciato che sarà la prima nazione del Regno Unito a introdurre il deposit return scheme (DRS), un piano di riconsegna del vuoto delle bevande, a partire dal prossimo anno, o al più tardi dal 2021. Il progetto mira al recupero entro tre anni dei vuoti del 90% dei contenitori per bevande venduti, che siano questi in vetro, in plastica o allumino (sarebbero per il momento escluse – per problemi di contaminazione  - sole le bottiglie polietilene ad alta densità hdpe, generalmente usate per il latte) e prevede che tutti i contenitori per bevande siano gravati da un costo extra di 20 pence, che verrà poi restituito all’acquirente al momento se riconsegnerà il vuoto. Quello del vuoto a rendere è un sistema molto diffuso un tempo, anche in Italia e recentemente riproposto anche in Spagna per il vino (ne avevamo parlato qui nel 2016). Una soluzione di sostenibilità, o forse non sempre? L’introduzione dei DRS ha aperto un grande dibattito nel Regno Unito, in particolare per quanto riguarda i vuoti a rendere in vetro, un materiale riciclabile all’infinito e sul quale quindi il sistema del DRS porterebbe – secondo alcuni – più svantaggi per i consumatori che benefici, sia in termini di prezzi che di praticità.

Una forte critica al DRS, così come è ora stato progettato, è stata espressa dalla Wine & Spirit Trade Association (WSTA), convinta certo che il vetro sia il sistema di confezionamento migliore per le bevande, ma che proprio per questo il governo scozzese dovrebbe incoraggiare l’uso, piuttosto che inserirlo nello schema di vuoto a rendere, che potrebbe addirittura favorire il ricorso alla plastica da parte di produttori e consumatori, portando al risultato opposto da quello sperato. Tanto più che in dieci anni, grazie anche agli sforzi dell’industria delle bevande alcoliche, le bottiglie sono state alleggerite e che il Regno Unito ha già superato gli obbiettivi dell’Unione Europea in fatto di riciclaggio del vetro. Per gli stessi motivi la  WSTA nei giorni scorsi si è anche espressa contro la consultazione pubblica aperta dal Department for Environment Food & Rural Affairs (DEFRA) sulla possibilità di inserire il vetro in un simile sistema di restituzione del vuoto in programma per Inghilterra e Galles.Il disallineamento dell’introduzione di questo sistema tra le diverse nazioni del Regno Unito potrebbe inoltre portare a ulteriori problemi: per evitare frodi ad esempio le bottiglie vendute in Scozia dovrebbero essere etichettate diversamente da quelle vendute altrove. Altri dubbi si pongono su come questo sistema potrebbe funzionare nei bar, nelle discoteche o durante eventi sportivi o concerti.

 

FEB

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