Il settore europeo dei mosti d’uva concentrati riparte dal divieto di zuccheraggio in Languedoc

Si è tenuta il 7 novembre a Roma l’Assemblea generale congiunta di FederMosti e Must, rispettivamente l’associazione italiana e quella comunitaria dei produttori di mosti e succhi d’uva concentrati

Si è tenuta il 7 novembre a Roma l’Assemblea generale congiunta di FederMosti e Must, rispettivamente l’associazione italiana e quella comunitaria dei produttori di mosti e succhi d’uva concentrati.

 

Marco Bertagni, direttore di Bertagni Consulting srl e presidente del Comitato esecutivo di MUST, ha ripercorso le tappe che in agosto hanno visto la categoria prima preoccupata per l’allora quasi scontata concessione dello zuccheraggio alla Languedoc (principale regione vinicola francese con 13 milioni di ettolitri prodotti) e poi risollevata per il divieto all’uso di saccarosio sancito dal prefetto con provvedimento del 9 settembre.

 

“Si tratta solo di una battaglia vinta – commenta Bertagni – ma siamo certi che i produttori della Languedoc torneranno all’attacco il prossimo anno”. Le buone notizie collaterali per i produttori di MCR, sono quelle provenienti dalla Côte du Rhône, piccola regione vinicola francese, dove sebbene fosse prevista la possibilità di usare saccarosio si è liberamente scelto di usare MCR per questioni di qualità, di tracciabilità e di origine uvica del prodotto.

 

“Da parte degli operatori del settore – prosegue Bertagni – si cercherà di “fare cultura” sui mosti d’uva e sull’industria che li produce. Non si tratta solo di evidenziare il fattore tecnico e psicologico (parliamo di un derivato dell’uva piuttosto che un prodotto estraneo alla filiera del vino), ma anche quello etico (si favorisce un prodotto locale piuttosto che uno d’importazione) e quello sociale (l’industria dei mosti dà lavoro a migliaia di persone)”.

 

“Produrremo statistiche coerenti sull’impatto economico del settore a livello europeo, sulle sue potenzialità produttive e continueremo  a batterci per il ripristino di eque condizioni concorrenziali con il saccarosio (se non è possibile ripristinare l’aiuto all’MCR si può elevare la tassa già vigente in Francia sul saccarosio usato per arricchimento). Chiederemo alla Commissione – conclude Bertagni – maggiore coerenza sui principi di trasparenza al consumatore (perché non informarlo se c’è zucchero nel vino?) e di qualità dei vini europei (perché si usa zucchero nei vini continentali laddove, financo in Cina, tale pratica è vietata?)”.

Sezione: Dai Mercati. Area Geografica: Italia e Unione europea.

Commenta questo articolo

Commenta questo articolo con Facebook

Top