Il “low” è donna

E' il gentil sesso a mostrare sempre più attenzione verso i prodotti a basso contenuto d’alcol e ipocalorici. In Europa si diminuiscono i valori soprattutto per tagliare i prezzi mentre nel resto del mondo è l’attenzione alla salute a guidare il trend

I risultati dell’IWSR Insight Report 2012 colorano la cartina dei consumi internazionali con le tonalità rosa del “low”. Sono le donne infatti a guidare il trend in crescita della richiesta di bevande a basso contenuto d’alcol e di calorie.

In Europa il fenomeno sembra essere soprattutto una questione di prezzo e di tasse più che di attenzione alla salute. Il caso dell’Inghilterra è emblematico in questo senso. Se è vero che il governo inglese, attraverso lo UK government’s Responsibility Deal, incoraggia a ridurre la percentuale d’alcol negli alcolici, le scelte dei produttori sembrano condizionate soprattutto dagli sgravi fiscali: il sistema fiscale del Regno Unito prevede incentivi per chi produce vini con gradazione fino a 5,5% vol. o miniore, e anche dalla parte dei consumatori la domanda è guidata soprattutto dalla convenienza di questi prodotti. Secondo quanto risulta da uno studio di Wine Intelligence (ne abbiamo parlato qui) in molti rivenditori i vini con contenuto alcolico fino a 5,5% volume sono gli unici, insieme ai vini di produzione locale, quelli sugli scaffali a un prezzo inferiore alle 3,5 sterline a bottiglia e i vini “leggeri”, secondo i dati Nielsen dello scorso aprile,  hanno fatto registrare un +26% in volume e un +39% in valore nel primo trimestre del 2012. 

Guardando all’Asia troviamo una Cina in cui le donne sempre di più sostituiscono il vino, percepito come più salutare, al tradizionale liquore bianco baijiu, un Giappone in cui sono oggi di moda le birre analcoliche e i low-alcohol mixed drinks, e le Filippine in cui crescono i consumi delle versioni “light” dei rum e brandy locali.

Anche in America Latina l’attenzione alla salute sta cambiando le abitudini di consumo e le donne hanno in questo un ruolo importante. Molti bar brasiliani propongono, in alternativa a quelli tradizionali, cocktail con meno calorie e si sta diffondendo l’uso di dolcificanti diversi dallo zucchero per la preparazione della caipirinha. In Colombia, dove tradizionalmente si beve acquavite derivata dalla canna da zucchero, il lancio di acquaviti sugar-free sta avendo un grande successo mentre in Messico si comincia a miscelare la tequila con l’acqua frizzante al posto della classica soda aromatizzata al pompelmo.

Anche più a nord, negli Stati Uniti, dove l’obesità è un problema di carattere nazionale, le donne sono le più attente al peso e alla salute cosicché i produttori propongono sempre di più bevande ipocaloriche e prodotte con aromi naturali.

 

FEB

Related posts

Commenta questo articolo

Top