Hong Kong, non è proprio roba per noi

Importazioni dall'Italia ancora in calo, sia sul fronte vini fermi che spumanti. Mercato in complesso fiacco e a saldo zero nel 2013, dove crescono solo gli australiani. Bene invece la spumantistica, ma lì siamo piccoli piccoli

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La piccola e ricca piazza di Hong Kong continua a essere un miraggio per noi. Il 2013, sul fronte delle importazioni di vino in bottiglia, chiude in passivo del 9%, a 27 milioni di dollari scarsi, con un prezzo medio pure in ribasso dell’8% e volumi in calo del 2% (2,5 milioni di litri). Ma è tutto il mercato a risentire di qualche sintomo di rallentamento, un po’ come sta succedendo nella mainland Cina: bilancio complessivo a zero, con la Francia, leader di mercato, a -1% e adirittura -6% per le riesportazioni francesi in provenienza da Londra. Gli americani, che stanno tentando di fare qualche affare, hanno dovuto schiacciare i prezzi del 20% per portare qualche cassa in più, mentre funziona la strategia australiana dei piccoli prezzi: 10 dollari scarsi al litro (+15%), “grandi” volumi (8 milioni di litri) e fatturato su del 20%.

 

 

Sul fronte spumanti si continua a crescere (+8%), grazie alle bollicine francesi, di diretta provenienza (+8%) o tramite riexport da Singapore (+11%), Londra (+7%) e Belgio. Notte fonda per l’Italia.

Sezione: Dai Mercati. Tag: 2013, bottiglia, hong kong, importazioni, spumanti e vino. Area Geografica: Hong Kong. Categorie News Corriere: Consumi, Mercati e Statistica.

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