Friuli Colli Orientali, bilancio annata 2014

Gradazioni inferiori alla media, quantità in calo, ma buona la qualità

Friuli_Colli_orientali

Di Adriano Del Fabro

 

La produzione media delle uve, nel 2014, è stata una delle più basse dell’ultimo decennio, la gradazione zuccherina inferiore alla media, con una vendemmia che si è svolta in condizioni meteorologiche difficili. Tra le varietà a bacca nera, gli autoctoni Refosco dal peduncolo rosso e Pignolo hanno trovato le condizioni stagionali adatte a raggiungere la maturità tecnologica e fenolica ricercata: entrambi daranno nel bicchiere sensazioni sorprendenti. Il Sauvignon è riuscito a esprimere tutto il suo potenziale aromatico mentre lo Chardonnay, la varietà vendemmiata per ultima, ha conservato un’integrità eccezionale. Sono alcune delle considerazioni contenute nella nona relazione tecnica, presentata a Corno di Rosazzo (Udine), dai collaboratori del Consorzio Friuli Colli Orientali-Ramandolo, presieduto da Adriano Gigante.

Alla vendemmia, è stato raccolto un numero di grappoli per pianta inferiore alla media (il più basso degli ultimi nove anni) e anche il numero di acini per grappolo è risultato inferiore alla media storica (-8%). L’aumento medio del 13% del peso degli acini non ha compensato la perdita di produzione.

Il 2014 del Friuli Colli Orientali si può definire come un anno termicamente al di sotto della media storica, con una primavera caratterizzata da piogge scarse e un’estate molto ricca di precipitazioni. Questo andamento stagionale ha determinato uno sviluppo vegetativo anticipato e un tempo di maturazione tra i più lunghi degli ultimi dieci anni, favorendo quel metabolismo capace di ottenere delle uve con una qualità media potenzialmente molto elevata, in particolare per la produzione di vini a lungo invecchiamento.

La superficie a Doc del Consorzio, per il 2013, si attesta sui 1.825 ettari, per una produzione certificata di 73.000 ettolitri di vino (per il 60% bianco e 40% nero).

 

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