Export, e se la Cina diventa un problema?

Secondo una nota società di logistica, la crescita per il vino australiano del mercato cinese potrebbe in futuro portare problemi di approvvigionamento ai retailer del Regno Unito

La Cina è oggi la prima destinazione per valore del vino australiano. Secondo il Wine export report 2017 di Wine Australia, ben 853 milioni di dollari, dei 2,44 miliardi di AUD totalizzati dalle esportazioni australiane di vini nei dodici mesi a settembre 2017, sono stati fatturati verso la Cina insieme a Hong Kong e Macau (ne avevamo parlato qui). A ciò ha contribuito in modo significativo l’accordo di libero scambio ChAFTA, che dallo scorso primo gennaio ha ridotto per il vino australiano il dazio d’ingresso in Cina. In un anno le spedizioni in valore si sono incrementate del 43%, cosa che comincia però a preoccupare qualcuno nel Regno Unito.Come si legge sulle pagine di Harpers infatti, sebbene l’UK rimanga la prima destinazione del vino australiano in volume (2,25 milioni di ettolitri in un anno, ma -3% in valore fino a 349 milioni di AUD), la forte crescita delle richieste da parte della Cina e la salute degli scambi con gli Stati Uniti (export cresciuto del 3% nell’anno a settembre e che vale 461 milioni di AUD) potrebbero arrivare a creare problemi di approvvigionamento.

Steve Wood, managing director della società di logistica tedesca Kukla, si è espresso proprio in questo senso, affermando che la crescita della destinazione asiatica potrebbe nel futuro rivelarsi un “bump in the road” (un ostacolo) per il retailer uk, che devono d’ora in poi fare un’attenta pianificazione degli approvvigionamenti di vino australiano, così da non rimanere a secco.

 

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: approvigionamento, aussi wine, export, Harpers, import UK e Kikla. Area Geografica: Australia e Regno Unito. Categorie News Corriere: Logistica e Mercati.

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