Etichette bio: troppe informazioni potrebbero essere controproducenti

Secondo una ricerca dell’Università dell’Oregon, i consumatori sono disposti a pagare di più per il vino biologico, ma troppi dettagli sugli standard di certificazione e sulle pratiche di produzione diminuiscono la WTP

Su Plos One, rivista scientifica open access parte del progetto editoriale Public Library of Science, sono stati pubblicati i risultati di una ricerca sulla percezione delle etichette dei vini biologici da parte dei consumatori statunitensi. La ricerca è stata condotta da ricercatori afferenti alla Oregon State University e alla Cornell University di Ithaca (stato di New York).

L’articolo Absence labels: How does information about production practices impact consumer demand? è firmato da Nadia A. StreletskayaJura Liaukonyte e Harry M. Kaiser.

Con il termine “absence labels” ci si riferisce a quelle etichette che portano un’informazione circa l’assenza di un particolare ingrediente ovvero il non ricorso a una determinata pratica di produzione (si pensi ad esempio alla comune indicazione “non contiene Ogm” o all’altrettanto oggi diffusa “senza olio di palma” che compare sulle confezioni di dolciumi e biscotti).

Dato che solitamente i consumatori statunitensi percepiscono le etichette dei prodotti biologici proprio come “etichette d’assenza” per determinati ingredienti o pratiche di produzione, i ricercatori si sono interrogati sull’impatto di queste indicazioni sui consumatori e in particolare sulla loro willingness to pay (WTP), e cioè sulla disponibilità a pagare un certo prezzo per un particolare prodotto.

I risultati sono sorprendenti. Se infatti è vero che i consumatori sono disposti a pagare di più per un vino biologico o prodotto da uve biologiche quando ciò è indicato in etichetta, la loro WTP diminuisce se sono indicati troppi dettagli sugli standard di certificazione e sulle pratiche di produzione biologica. Inoltre l’indicazione di informazioni sul ricorso a pratiche enologiche convenzionali ristabilisce parzialmente la WTP per i soli vini biologici, e non per quelli prodotti da uve biologiche o per i vini convenzionali.

In generale quindi, avvertono gli autori della ricerca, la sempre più diffusa tendenza a indicare un gran numero di dettagli in etichetta potrebbe avere effetti controproducenti sulle vendite.

FEB

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