Cresce l’export argentino, ma non in valore

Nei primi sette mesi dell’anno i volumi delle spedizioni all’estero si sono incrementati del 5,6%, anche grazie ad un’ottima performance dei vini non varietali. La fatturazione è calata invece del 5%. La Cina è la destinazione più dinamica

L’Observatorio Vitivinícola Argentino ha rilasciato i dati sulle esportazioni di vino per primi sette mesi dell’anno in corso. In generale le spedizioni oltreconfine si sono incrementate del 5,59% nei volumi, per un totale di  circa 2,15 milioni di ettolitri. Il vino imbottigliato conta in questo commercio per il 91% in valore e per il 70% in volume (quello in cisterna per i rimanenti 9% e 30%).

La categoria più esportata è quella dei vini varietali, 1,347 milioni di ettolitri (è il 63% delle esportazioni totali), e fa segnare una crescita sul gennaio-luglio 2014 del 6%.  Crescono, e di parecchio, anche le esportazioni di vino senza indicazione di varietà, + 30,66% per un totale di quasi 520mila ettolitri (il 12% del totale).  Risultato in negativo per i mosti (-3,5%); per questi  totalizzato un volume inviato all’estero di 267mila ettolitri (share del 24%). In contro tendenza, per non dire in caduta libera, gli spumanti (-27,37%), anche se questa categoria conta per il solo 1% nelle spedizioni oltreconfine.

Il prezzo medio è diminuito in media del 10%, passando dai 2,86 dollari americani per litro dei primi sette mesi del 2014 a 2,57$ dello stesso periodo di quest’anno, e ciò spiega in parte la perdita del fatturato verso paesi terzi, diminuito del 5,14%, per un totale di circa 552 milioni di dollari FOB.

In valore perdono mosti (-32,19%) e ancora gli sparkling (-26,47%), si noti tuttavia che anche nel fatturato l’apporto di questa categoria è poco significativo (9,3 milioni di dollari FOB e 2% di share). I varietali, che contano in valore per l’80% delle esportazioni, galleggiano al +0,8% mentre crescono bene i non varietali (+17% circa, con una quota sul totale fatturato del 6%).

Prima destinazione dei vini argentini sono ancora, come nell’anno passato, gli Stati Uniti (41% del totale in volume e 38% di quello in valore), seguiti da Regno Unito e Canada che per entrambi gli indici si scambiano di posizione rispetto al 2014. La Cina è la settima destinazione per valore e la decima per volume ma è la più dinamica in assoluto tra le prime dieci mete del vino argentino, sia nella fatturazione (+38%) che nella quantità (+49%).

 

FEB

 

Related posts

Commenta questo articolo

Commenta questo articolo con Facebook

Top