Cina, il 2019 del vino comincia col segno meno

Secondo Rabobank nel Q1 le importazioni sono calate del 23% e fa male anche il vino domestico che perde il 22%. Il dtc è l’unico canale che sembra godere della fiducia dei consumatori

Nel report di maggio di Rabobank sul mercato agricolo e alimentare cinese China food & agribusiness sono contenuti alcuni significativi dati sul commercio del vino.

Primo tra tutti quello relativo alle importazioni che nel Q1 sono diminuite del 23,4% sugli stessi primi tre mesi del 2018. Le vendite di vino estero rimangono superiori a quelle del vino locale ma tra questi i vini francesi che stanno rallentando il ritmo di crescita in favore di quelli provenienti dai mercati che oggi godono di accordi di libero scambio. Da parte dei distributori vi è la tendenza ad allargare l’offerta in selezione, in risposta ad una richiesta di varietà proveniente dai consumatori. Calano anche le vendite di vino domestico, -22,7% nel Q1 vs 2018; per contrastare questa tendenza i grandi gruppi vinicoli cinesi stanno investendo soprattutto sugli impianti di produzione, sul riposizionamento dei marchi e sul packaging.

Il canale che sembra godere di migliore salute è quello della vendita diretta al consumatore con l’e-commerce che ancora una volta favorisce il vino importato.

Per i prossimi mesi Rabobank prevede che il mercato proseguirà nella tendenza di adattamento, influenzato da un’economia in rallentamento causa guerra commerciale in corso e dalla conseguente scarsa fiducia dei consumatori.

FEB

Sezione: Dai Mercati. Tag: DtC, eco, eCommerce, import Cina, Q1 e rabobank. Area Geografica: Cina. Categorie News Corriere: Mercati.

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