Champagne, una vendemmia fuori dall’ordinario

Precocità, qualità e quantità, questi sono i caratteri del raccolto 2018 secondo il Comité Champagne. La resa consentita di 10.800 kg/ha è stata raggiunta ovunque e consentirà scorte

Il Comité Interprofessionnel du Vin de Champagne (CIVC) parla con entusiasmo della vendemmia di quest’anno

Il raccolto è cominciato in alcuni vigneti già lo scorso 20 di agosto, facendo segnare per la quinta volta negli ultimi quindici anni un inizio di vendemmia precedente al primo settembre.

La stagione è stata caratterizzata da un inverno particolarmente umido, mentre da aprile in poi nella regione la regione della Champagne è stata favorevolmente assolta ed ha giovato di temperature al di sopra della media decennale. Queste ottime condizioni climatiche hanno favorito una fioritura e una maturazione precoce delle uve.

La resa consentita per quest’anno, cioè 10.800 Kg per ettaro, è stata raggiunta in tutte le parcelle vitate della regione e ciò consentirà di mettere da parte delle scorte per gli anni di scarsa produzione. Ricordiamo a questo proposito che proprio in Francia è stato recentemente consentito, per decisione dell’Inao, l’aumento del volume complémentaire individuel (VCI): i produttori possono oggi accantonare a fine stagione il 20% del prodotto annuo fino a fino a raggiungere in tre anni uno stock del 50% della produzione (ne avevamo parlato qui; si veda a questo proposito anche l’articolo Vendemmia abbondante. Mettiamone da parte un po’, firmato da Carlo Flamini e pubblicato sul Corriere Vinicolo n. 26 del 3 settembre 2018).

Anche la qualità dei mosti sembra al momento ottima, a presagio di eccellenti cuvées.

FEB

 

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