Carte dei vini, l’Italia cresce nei principali mercati

Il dato è stato registrato da Wine Business Solution per Usa (+50 vs 2017), UK (+19% vs 2015) e Canada (+50% vs 2013). Vicino il sorpasso sulla Francia nei ristoranti del Regno Unito

Secondo le analisi del canale on-trade recentemente condotte da Wine Business Solutions, cresce la presenza di vino italiano nelle carte dei vini di diversi mercati chiave.

Nel report A Seismic Shift in Wine Tastes (The Wine Paper n.52 della società australiana di analisi del mercato del vino), sono pubblicate quattro tabelle che riportano i dati di presenza percentuale dei vini internazionali nelle wine list di Canada, Stati Uniti, Australia e Regno Unito.

In Canada il vino italiano ha lo share più grande di presenza nelle carte dei vini. Si tratta del 27%  nel 2018, percentuale cresciuta del 48,8% a partire dal 2013, quando era stata attestata una presenza del 18,8%. Seguono la Francia, share 2018 del 17,7 (era il 20,1% nel 2013; -11,6%), i vini locali (dunque Canada), 15,9%, i vini statunitensi (14,6%) e quelli spagnoli (6,1%).

Negli Stati Uniti l’Italia si classifica al secondo posto con uno share del 26,1% (era il 17,4% nel 2017, +50%), dopo i vini locali (share del 40,2%) ma prima di quelli francesi (share del 12%), spagnoli (share del 5,9%) e argentini (share del 4,6%).

Nel Regno Unito, i vini italiani avrebbero nel 2018 uno share nelle carte dei vini del 24,1% (+19% vs 2015 quando la quota era del 20,3), e l’Italia sarebbe seconda solo alla Francia (share del 28,8%) e quindi davanti a Spagna (11,5%), Cile (7,5%) e Australia (5,7%). Secondo alcune anticipazioni del nuovo Wine On Premise UK 2019 della stessa Wine Business Solution riportate da Vinex, inoltre i vini italiani starebbero oggi sopravanzando quelli francesi nelle carte dei vini de ristoranti UK, per aver oggi raggiunto uno share nelle wine list del 26%, mentre quello dei vini francesi sarebbe ora del 24%.

Infine, tornando al Wine Paper n.52, nelle carte dei vini dell’Australia, il vino italiano arriverebbe subito dopo quello locale, con uno share del 10,7% (era dell’8,1% nel 2017, +32%), considerando una quota del 29,7% registrata per l’Aussie wine prodotto in South Australia e una quota del 14% per il vino proveniente dalle regioni vinicole dello stato di Victoria. Dopo l’Italia ci sarebbe la Francia (share del 10,1% nelle carte dei vini australiane, -9% vs 11% del 2017) e ancora il vino australiano prodotto nelle regioni vinicole dell’Australia occidentale (9.8%).

FEB

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