Brexit: necessari accordi commerciali con Australia e Nuova Zelanda

L’appello è stato lanciato dalla WSTA: un free trade agreement sulle bevande alcoliche sarebbe vantaggioso per tutte le parti e consentirebbe al Regno Unito di mantenere il suo ruolo di hub internazionale del vino

La WSTA ha richiamato l’attenzione del International Trade Committee, commissione parlamentare del Regno Unito che si occupa del commercio estero, sulla necessità e l’urgenza di stipulare nuovi accordi commerciali bilaterali con Australia e Nuova Zelanda, così da consentire l’incremento del commercio con questi paesi dopo l’uscita dall’EU.

Ad oggi le tariffe doganali sui vini importati da Australia e Nuova Zelanda pesano per circa 10-12 pence su ogni bottiglia di vino fermo e per 22 pence su ogni bottiglia di sparkling wine, mentre il dazio d’ingresso degli spirits britannici esportati in nei due paesi sopracitati è del 5% sul valore.

Il Regno Unito è oggi ancora il primo importatore per volume del vino australiano (qui i recenti dati di Wine Australia) e le vendite di vino neozelandese sono tra quelle in maggiore crescita in UK; allo stesso tempo Australia e Nuova Zelanda importano dalla Gran Bretagna più superalcolici che qualsiasi altro paese. .

Secondo Miles Beale, ceo di WSTA, un accordo di libero scambio sarebbe dunque vantaggioso per l’industria degli alcolici e per i consumatori di tutte e tre le parti in causa, inoltre un trattato di libero scambio consentirebbe al Regno Unito di mantenere la sua posizione di hub internazionale del vino.

FEB

 

Sezione: Dai Mercati. Tag: libero scambio, spirits e wsta. Area Geografica: Australia, Nuova Zelanda, Oceania e Regno Unito. Categorie News Corriere: Mercati.

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