Brexit: il monito del Comité Champagne

“I prossimi dieci anni saranno difficili per l’economia del Regno Unito” e lo “Champagne non è indispensabile”. Nel 2017 importazioni crollate del 5,7% in valore e dell’11% in volume

 Il Regno Unito è oggi ancora il primo mercato internazionale dello Champagne per volume, ma è stato superato per valore dagli Stati Uniti (586 milioni di euro nel 2017, +8,5%). Lo scorso anno (ne avevamo parlato qui), le spedizioni dirette in UK hanno ceduto il 5,7% in valore (fino a 415,2 milioni di euro) e ben l’11% in volume (fino a 27,8 milioni di bottiglie), soprattutto, e secondo il Comité Champagne, “causa Brexit”.

Jean-Marie Barillère, Presidente dello stesso comitato interprofessionale, è ritornato su questo argomento la scorsa settimana, durante la London Wine Fair  (21-23 maggio 2018). Come riportato da Decanter, che ha raccolto le sue dichiarazioni, Barillère ha nuovamente posto l’accento sulla persistente incertezza del mercato del Regno Unito, che perdurerà almeno fino alla fine dei negoziati per la Brexit. L’ostacolo maggiore, anche nel caso delle vendite di Champagne, è proprio l’incertezza valutaria, e in un momento in cui le persone devono risparmiare “lo Champagne non è indispensabile”. “I prossimi dieci anni – ha aggiunto Presidente del Comité – saranno difficili per l’economia del Regno Unito”.

FEB

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