Aste di fine wine, 2012 in controtendenza

Dopo un 2011, anno record per questo mercato, gli osservatori confermano un calo del 19% nelle vendite presso le principali case d’asta a causa dell’incertezza economica e politica e di un raffreddamento dell’interesse della Cina per i lotti di Bordeaux tra gennaio e settembre

 

Dopo il 2011, anno record per il mercato delle aste di fine wine nell’anno in corso le cinque maggiori case d’aste di settore registrano nelle vendite un calo del 19%.

La tendenza verso il basso, che era già stata segnalata da Reuters nei mesi scorsi (ne abbiamo parlato qui), viene ora confermata. La notizia è di pochi giorni fa e compare nella sezione news del portale di Bloomberg. Secondo gli osservatori sulla diminuzione delle vendite pesa l’incertezza economica e politica e un raffreddamento dell’interesse dei compratori cinesi per i lotti di vino di Bordeaux.

I dati di Bloomberg parlano chiaro: se si escludono le aste on-line, le vendite, comprensive di commissioni d’asta, effettuate presso Acker Merrall & Condit, Christie’s International, Sotheby’s, Zachys e Hart Davis Hart Wine Co., hanno raggiunto quest’anno i 322 milioni di dollari mentre nel 2012 si arrivò a circa 397 milioni.

La Cina, “gigante addormentato per gran parte dell’anno”, secondo quanto dichiarato da  Miles Davis, partner di Wine Asset Managers, gestore londinese di fondi specializzato nel esclusivamente nel mercato dei fine wine, ha dato solo negli ultimi mesi segni di un lento risveglio. Nei primi 9 mesi dell’anno, infatti, vi è stato qui un calo del valore delle vendite in asta del 14%, calo che ha invertito la tendenza di crescita dei due anni precedenti (+75% nel 2010 e + 14% nel 2011); solo da novembre invece ci sono stati segni di ripresa. Hong Kong si conferma tuttavia il più importante centro di vendita all’asta di fine wine a livello internazionale.

FEB

 
 

 

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