Argentina, la vendemmia della rinascita

Dopo due anni da dimenticare il raccolto 2018 pesa 25,7 milioni di quintali (+30% vs 2017 e +5% vs media decennale). L’incremento a Mendoza è addirittura del 35%. Spiraglio di luce per un’industria del vino in crisi

La vendemmia argentina 2018 ha portato nelle cantine ben 25.687.260 quintali di uva da vino, il 30% in più rispetto al 2017, anno sfortunato (ne avevamo parlato qui) che seguiva lo sfortunatissimo 2016, quello della “peggior vendemmia di sempre” (si veda qui).

Fonte di questi e dei seguenti dati l’Observatorio Vitivinícola Argentino e l’Instituto Nacional de Vitivinicultura (INV).

Contrariamente a quando previsto a marzo inoltre, il raccolto è superiore del 5% rispetto alla media degli ultimi 10 anni cioè 24,6 milioni di tonnellate, portata in alto dalle annate 2007 (30,9 milioni di quintali), 2008 (28,2 milioni di quintali), 2011 (28,9 milioni di quintali) e 2013 (28,7 milioni di quintali).

Nella provincia di Mendoza, prima regione vitivinicola dell’Argentina, sono stati raccolti 17.093.164 quintali di uva (+35% vs 2017); in quella di San Juan, seconda zona di produzione per importanza, 7.086.148 quintali (+29%).

I buoni risultati del raccolto non devono tuttavia far dimenticare la difficile situazione del settore vino nel paese sudamericano, affossato oltre che dalle due precedenti scarse vendemmie anche dall’impatto sul mercato interno del vino sfuso cileno, e più in generale da una profonda crisi strutturale (si veda ad esempio quanto avevamo raccontato qui).

FEB

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