Argentina: dopo il Malbec c’è il Corbeau

Il consumo interno di questa varietà, conosciuta nel Paese sudamericano come Bonarda, è cresciuto del 900% in pochi anni. Nell’export la principale destinazione sono gli Stati Uniti.

 

L’Observatorio Vitivinícola Argentino ha realizzato un report, “Mitos y verdades del Bonarda” relativo alla seconda varietà d’uva a bacca rossa coltivata in Argentina. Sebbene sia noto in Argentina come Bonarda, si tratta, per la precisione, e secondo le ricerche dello studioso argentino di ampelografia Alberto Alcade (INTA – Instituto Nacional de Tenología Agropecuaria), del vitigno di origine francese Corbeau (Douce noir) e non dunque del Bonarda Piemontese e nemmeno della Croatina da cui viene da noi prodotto ad esempio il Bonarda dell’Oltrepò Pavese.

La confusione relativa al nome viene probabilmente dalla tradizionale origine, attribuita a questo vitigno, l’Italia (e il Piemonte in particolare), da alcuni agricoltori argentini che lo avevano precedentemente identificato appunto come Bonarda Piemontese.

Tra il 2004 e il 2012 in Argentina la superficie coltivata a “Bonarda” è cresciuta da 16.700 ha fino a 18.743 ha. Negli stessi nove anni si sono avuti rendimenti variabili con un picco di 150 quintali per ettaro registrato nel 2006; il rendimento più basso è del 2009 (93 quintali per ettaro) quello registrato nel 2012 di 107 quintali per ettaro.

La regione di Mendoza concentra l’84% della superficie coltivata a Corbeau e conta per l’81% nella quantità totale di vendemmiato argentino per questa qualità. Segue San Juan (12% della superficie e 15% della produzione), il rimanente 4% di superfici e produzione e suddiviso tra le altre zone viticole del Paese.

Secondo solo al Malbec tra i vitigni a bacca rossa, il Corbeau è al terzo posto, dopo Malbec e Syrah, nel ranking di tutti i vitigni coltivati in Argentina e prende il 13% di tutte le superfici vitate portando in cantina il 15% di tutte le uve vendemmiate: al secondo posto dopo il Malbec.

Il consumo interno di Bonarda tra 2007 e 2012 ha rappresentato il 3% dei consumi totali di vino. Nel 2012 l’Argentina ha destinato  220.000 ettolitri di vino da Bonarda al consumo interno; il consumo interno è valso il 2% dei consumi totali; sul totale delle vendite invece, sempre nel mercato interno questa varietà è valsa lo scorso anno il 12%, terza nel ranking dopo Malbec e Cabernet Sauvignon.

Per quanto riguarda le esportazioni all’estero i vini da Bonarda contano per l’1% dell’export di vino argentini tanto in volume (41mila ettolitri nel 2012) quanto in valore (9,3 milioni di dollari FOB). Nel 2012 l’’86% di questa varietà è stato spedito fuori confine in bottiglia mentre il restante 14% in cisterna. Principali mercati di destinazione sono stati in volume : Usa, Regno Unito, Canada, Paraguai, e Germania (questi cinque assorbono insieme il 77% per l’export di questa varietà). Calssifica dei Paesi acquirenti sostanzialmente invariata in valore, con il solo Brasile che sostituisce al quinto posto la Germania (ancora le prime cinque destinazioni prendono il 69% delle esportazioni di Bonarda in valore).

Sebbene, infine, tra 2004 e 2012 la produzione argentina di vino da Corbeau sia diminuita del 17% i consumi hanno avuto una crescita fuori dall’ordinario da 26mila ettolitri del 2004 a 266mila ettolitri del 2012, si tratta di un +900%. 

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