Argentina: consumi stazionari, ma è ancora crisi strutturale

Vendite totali di vino a 143 milioni di casse, livello tra i più bassi degli ultimi vent’anni: 114 milioni di casse totalizzate nel mercato interno e meno di 22 milioni di casse spedite all’estero, il resto è sfuso

Il consumo di vino in Argentina si è mantenuto stabile nel 2015 rispetto all’anno precedente.

Il procapite registrato dall’Instituto Nacional de Vitivinicultura (INV) lo scorso anno è stato di 23,78 litri, in lievissima crescita sul 2014 (erano stati 23.28 litri), per un totale di circa 114 milioni di casse vendute nel mercato interno.

Questa non è tuttavia una buona notizia, perché il dato conferma la crisi strutturale che ancora condiziona il settore vino del paese.

Circa un anno fa (ne avevamo parlato qui) lo stesso INV aveva lanciato un grido d’allarme in merito al calo dei consumi interni (-7,36% sul 2013), dell’export (-17% sul 2013), circa l’eccesso di offerta e la scarsa redditività dell’industria del comparto vitivinicolo; a settembre scorso, inoltre, uno studio divisione Vinos del Banco Supervielle (un istituto bancario specializzato nel finanziamento alle imprese vitivinicole) aveva riscontrato in un anno un calo del fatturato del settore vino argentino superiore al 42%. (si vedano qui i dettagli).

Il consumo di vino 2015 si trova dunque ancora a uno dei livelli più bassi degli ultimi vent’anni e cattive notizie arrivano anche dai dati sulle esportazioni.

Nei 12 mesi terminati a fine novembre, il numero delle casse di vino in bottiglia spedite all’estero è stato di 21,8 milioni, quando solo cinque anni prima (anno 2010) si erano raggiunte 25,5 milioni di casse.

Un po’ meglio il mercato estero del vino sfuso argentino, in parte “aiutato” dalla scarsità dei raccolti in altri paesi fornitori, che tuttavia non ha superato il volume dei 7,6 milioni di casse (meno di un terzo di quelle totalizzate nel 2008: 24,5 milioni di casse).

A conti fatti il volume totale delle vendite di vino argentino nei 12 mesi a fine novembre 2015 ha raggiunto 143 milioni di casse, tra i valori più bassi degli ultimi vent’anni se confrontato con i 185 milioni dell’anno a fine novembre 1996, con i 140 milioni del 2002, con i 158 milioni del 2003, con i 138 milioni del 2005, con i 169 milioni del 2008, con i 138 milioni del 2010 e con i 154 milioni del 2012.

FEB

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