Alla faccia dell’articolo 62

Il commercio al dettaglio continua ad avere ritardi nei pagamenti clamorosi: nell'alimentare pagano alla scadenza solo il 17% dei commercianti, contro medie del 40% e oltre per gli altri beni di consumo. Ma anche l'Horeca va malissimo, in netto peggioramento rispetto al 2010

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pagamenti, ritardi, alimentari, commercio al dettaglio, largo consumo, articolo 62Un terzo degli operatori del commercio al dettaglio paga le forniture di beni alimentari con un ritardo superiore ai 30 giorni rispetto alla scadenza pattuita, la metà con un ritardo di un mese, mentre solo il 17% paga alla scadenza, contro medie del 40% per gli altri settori merceologici. Che, a differenza dell’alimentare, non hanno tempi di pagamento normati per legge (30 giorni dalla data di ricevimento fattura per i beni deperibili, 60 per tutti gli altri, vino compreso).

Insomma, la deterrenza della norma voluta dal ministro Catania un anno fa e che tanto scombussolamento doveva portare nelle cattive abitudini dei commercianti a oggi non si è vista, e a certificarlo sono i dati del consueto rapporto Cribis D&B sui ritardi di pagamento nel settore dei beni di largo consumo relativi al terzo trimestre del 2013.

Nel comparto del commercio al dettaglio, sottolinea Cribis, i generi alimentari sono quelli che mostrano la percentuale più elevata di ritardi sia oltre 30 giorni (il 32% registrato si raffronta con una media di circa il 15% per gli altri settori merceologici considerati), sia nella classe di ritardo entro 30 giorni: il 51% registrato per gli alimentari non trova raffronto con nessun altro settore merceologico, attestati in media attorno al 40%.

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Il macrosettore merceologico dei beni di largo consumo mostra nel suo complesso un comportamento eterogeneo. Il settore della GD/DO esibisce la peggiore perfomance con solo il 17% di aziende che rispettano i termini concordati (-23 punti percentuali dalla media italiana). Se, invece, si osservano i ritardi oltre i 30 giorni medi, le imprese meno efficienti risultano quelle appartenenti al comparto Horeca con il 35% nella classe considerata, in netto peggioramento rispetto al 2010, quando la media era del 10%. Al contrario, nel commercio all’ingrosso il 40% delle imprese paga regolarmente, in linea con il valore medio Italia.

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Fonte: Cribis D&B

 

 

 

Considerando le abitudini di pagamento in relazione all’area geografica di appartenenza, le situazioni più critiche emergono nel Centro e nel Sud e Isole. In particolare, nel Sud ed Isole i comparti dell’Horeca e della GD/DO registrano più del 35% del totale in corrispondenza del ritardo medio superiore ai 30 giorni.

 

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