A Tenuta Ca’ Vescovo protagonista il Sauvignon blanc

Giornata di studio e degustazione presso la tenuta Zonin in Friuli

Una giornata di studio – con degustazioni bendate – dedicata al Sauvignon blanc: è quanto è avvenuto presso la Tenuta Cà Vescovo, dove la famiglia Zonin ha riunito esperti vitivinicoli ed enogastronomici e giornalisti di settore.Tenuta Cà Vescovo con la “ Molin di Ponte “ di Strassoldo fa parte del complesso Cà Bolani di Cervignano del Friuli, fiore all’occhiello del Gruppo in zona Doc Friuli Aquileia. A fare gli onori di casa Francesco Zonin (nella foto qui sotto), Ferruccio Zuffellato e Stefano Ferrante (chief winemaker ) insieme al direttore generale di Cà Bolani, Marco Rabino.

“ Quella 2013 sarà un’ ottima vendemmia, soprattutto per i bianchi – ha esordito Francesco Zonin nell’introduzione dei lavori -. Dopo una primavera fredda e ‘bagnata’, da metà giugno a metà agosto si è registrato un periodo di elevate temperature seguito da un settembre mite e con temperature mediamente elevate ed ottima ventilazione, grazie alla vicinanza del golfo di Grado. Il Sauvignon Blanc sin dal ’97 – ha proseguito – viene studiato anche in collaborazione con i ricercatori francesi dell’Università di Bordeaux, che ci hanno dato delle ‘dritte’ importanti per elevare questo grande vino».

Si tratta di un Sauvignon cui concorrono due diversi cloni, uno di provenienza “friulana” ( l’ R3 ) ed il francese Entav 108. Il vigneto si trova in località Strassoldo. Le uve vengono raccolte manualmente in cassette, con scelta dei grappoli migliori, nelle prime ore del mattino. Le cassette vengono poste successivamente in struttura termoregolata ( 4 – 6° C ) per 20 – 22 ore.

Poi gli esperti hanno lavorato a lungo per cogliere dai 12 campioni di Sauvignon (rigorosamente anonimizzati e provenienti sia dal Vigneto Friuli che da altre zone vocate estere ) profumi ed aromi ed ogni sensazione organolettica utile per migliorare ulteriormente le strategie di campagna e di cantina di questo grande bianco che, dopo più di un secolo di presenza potrebbe definirsi “autoctono ad honorem”.

 

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